Quarantacinque anni di radio

E sono 45!

quarantacinque... provo a ripeterlo scandendone le sillabe. Quarantacinque lunghi anni.

Prima pagina del log CB del 1979

Quarantacinque anni di cosa? si chiederanno i miei due o tre assidui sistemi di istruzioni delle intelligenze artificiali che, puntualmente, passano al setaccio questo sito, risucchiandone, avidamente, i contenuti...

Beh, è presto detto: sono quarantacinque anni di radio...

Lo ricordo, come fosse accaduto poco tempo fa, quella calda mattina di giugno del 1979 quando, insieme a coloro che detenevano la mia patria potestà, ci recammo in un negozio di Lecce (ormai non più esistente) a comprare quel «baracchino» che avevo sognato per tutto l'anno della terza media e, precisamente, dal momento in cui, per Natale, uno zio mi regalò una coppia di walkie-talkie.

La prima QSL ricevuta

Comprammo un CB a 40 canali (novità, probabilmente, a quel tempo, in cui era ancora molto frequente trovare le radio a 23 canali con sintesi di frequenza «a quarzo»).

La mia no: era a PLL... Ricordo che lessi avidamente quel manualetto di istruzioni, rigorosamente in inglese, che parlava di questa grande novità del «ciclo di fase a lucchetto»: almeno, così tradussi il «Phase Locked Loop» spiegato con enfasi in quelle pagine scritte in font «stercus muscarum» tant'era piccolo.

Quarantacinque anni passati in fretta...

Come sempre, gli anni passano.

Una band musicale salentina ha, recentemente, scritto una canzone che, ad un certo punto, dice: «il tempo passa e non saluta mai...»

Grande scostumato, il tempo, è vero.

A voltarmi indietro, mi vedo ragazzino che giocava con la radio ed incontrava persone molto più grandi di lui: CB ormai adulti (purtroppo, alcuni di loro non sono più tra noi Pianto) che «copiavo» in radio molto spesso e con i quali si instaurò una grande amicizia. Da quel giugno 79, la radio divenne una costante presenza.

Logo della stazione CB, disegno del 1980

Accanto al baracchino, trovava posto anche una radio FM, quella stessa radio da cui appresi, in un brutto giorno di autunno, che uno dei miei amici «di frequenza» aveva subito un brutto incidente e non c'era più: non riuscivo a capacitarmi che non avrei più sentito Alfa75 chiamare Zener col suo trasmettitore da base a valvole ma con soli 23 canali. E pensare che lo avevo visto solo pochi giorni prima: sporgendosi dal finestrino della sua auto mi gridò «Ciao Zener!» mentre ero con i pensieri all'interrogazione di geografia che avrei sostenuto qualche ora dopo.

Quell'allegro «Ciao Zener!» mi rimbomba ancora in mente dopo oltre 40 anni!

Alla passione per la radio CB si aggiunse la passione per la radio FM, quella commerciale, solo 5 anni dopo: sembrò, a quel tempo, un periodo lungo una vita, ma furono solo cinque anni di più. A diventare «speaker» mi aiutò, ricordo, la conoscenza della lingua inglese: negli anni 80 si passava soprattutto musica inglese ed americana limitando quella italiana ai cantautori. Una «fissa» ereditata dagli anni settanta. A quel tempo bastava avere l'accento americano per i titoli inglesi e quello milanese per tutto il resto ed eri uno speaker radiofonico! Io però ho sempre cercato di avere una dizione "pulita" e non quella di un abitante dei sobborghi meneghini Risata

Poi venne la telegrafia, grazie alla spinta di Walter IK7JPJ, uno dei «CB anziani» con l'amicizia rinsaldata dall'aver preso a fare il suo stesso lavoro. Ma lui era prossimo alla pensione, io no. Diceva spesso: «Vado in pensione e farò il radioamatore a tempo pieno»... mi rammarico, adesso, a pensare che ci riuscì solo in parte e non come lo desiderava.

È la costante della vita: fai un pensiero e i casi della propria esistenza ti bloccano sul più bello.

E, per il momento, sono 45: un grazie va a tutti quelli che questo bellissimo hobby mi ha fatto incontrare, dagli amici CB (veri CB), agli amici OM e, per finire, agli amici Speaker della «FM commerciale» la cui passione per questo mezzo di comunicazione non è certamente da meno Ammicco

Infine, vorrei concludere con questa frase: «è vero che il tempo vola ma, alla fine, restano solo i momenti più belli... solo che, in quel momento, non ce ne rendiamo conto»...

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