Sogno di una notte di mezza estate
Ovvero, modifichiamo la Prosistel 273VC
Questa pagina nasce nel corso di un paio di mesi dell'estate 2026; è la storia di modifiche, aggiustamenti e test su una delle antenne migliori e più versatili del mondo della radio amatoriale. Una antenna, la Prosistel PST-273VC, costruita con cura da radioamatori per radioamatori.
In questa pagina racconto la storia di una idea che ha trasformato questa antenna aggiungendo una nuova banda (o, meglio, due: 10 e 11 metri...), migliorato il ROS e la curva di rendimento.
Ecco i momenti salienti della pagina:- Al via la modifica: aggiungiamo una nuova banda
- Miglioramento ai 30 metri: un nuovo radiale
- Miglioriamo i 17 metri: il settimo radiale!
Via con la modifica!
La situazione che mi capita spesso, è quella di aver messo su l'antenna per le bande WARC ma ti rendi conto che vorresti andare anche in 10 metri perché, improvvisamente, hai notato un traffico interessante in 12... e così sei costretto a staccare l'antenna e metterne un'altra. Con una inutile perdita di tempo.
Ed è stato con questo desiderio di «maggiore efficienza» che mi è venuta in mente una domanda: e se alla verticale per le sole bande WARC ci aggiungessi un radiatore in più?
In passato avevo già aggiunto un ulteriore radiale caricato, recuperato dalla mia antenna autocostruita per i 27 e 28 MHz che avevo smontato, per migliorare accordo e resa dell'antenna in 12 metri; adesso la cosa si complicava un po` perché, se ci sono i buchi per altri radiali sulla base, per aggiungere un ulteriore radiatore bisogna inventarsi anche un sistema di aggancio e taratura.
Il prototipo della modifica
La cosa non è stata complessa e l'aiuto è giunto da un leggerissimo quadrello di alluminio preso da una vecchia antenna televisiva: ho creato un supporto legato al radiatore principale mediante un collare; su di esso ho posizionato un sottile tubo di alluminio ed ho usato del tubo di PVC per impianti elettrici per sostenerlo più in alto, agganciandolo sempre al radiatore principale.
Tutto era pronto per il primo test.
L'analizzatore segnava in ROS di 1,5:1 sui 10 metri; niente di cattivo e l'antenna poteva essere usata anche senza far ricorso ad un accordatore. Sono rimasto in ascolto facendo il confronto con altra antenna sui segnali ricevuti. Con mio disappunto, oltre al ROS, non mi piaceva la ricezione: l'antenna modificata riceveva i segnali in 10 metri con 2/3 punti di Smeter in meno... Ho fatto anche un paio di QSO: mi copiavano ma non c'era tanta soddisfazione ![]()
La notte porta consiglio
Ho realizzato di avere ancora inutilizzato un secondo radiale caricato: quell'1.5 piatto mi faceva pensare ad una impedenza lontana dai 50 Ohm scaturita dai radiali posti a 90 gradi: l'idea ora era di aggiungerne un quinto questa volta, però, puntato verso il basso con un angolo di più o meno 120 gradi.
Ho, dunque, recuperato un pezzo di 20 cm circa di tondino pieno di alluminio da 10 mm che ho forato e piegato; ho aggiunto il nuovo sostegno alla base dell'antenna sfruttando due fori disponibili mediante due bulloncini da 4 MA e, su di esso, ho attaccato il quinto radiale: non nascondo che le cose sono cambiate, e di parecchio!
La curva del ROS adesso ha un minimo di 1.2:1 e la ricezione è migliorata tantissimo: i segnali sono uguali a quelli ricevuti con altre verticali multibanda e, con un po` di E-sporadico, il mio segnale di chiamata si fa sentire, non solo in 12 metri:
ma anche sui nuovi 10 metri appena aggiunti:
I radiali in una verticale
I radiali, in una Ground Plane sono una parte molto importante; ne abbiamo parlato con Saverio IK7IWF in un «Radio-chiacchiere» del Podcast di XJA.
Tuttavia, esiste una interazione tra i radiali, quando questi sono per bande diverse, e anche il diametro del conduttore influenza il rendimento di un'antenna; aggiungo qui di seguito alcune note di Saverio:
Interazione tra radiali
Il gioco della interazione con i radiali è una cosa abbastanza simpatica.
Per esempio, sommando il radiatore dei 15m o quello dei 20m con i radiali dei 10m, viene fuori mezz'onda di un'altra frequenza; è vero che risulta essere un sistema non alimentato al centro, ma se i radiali sono almeno 3, il ROS diventa accettabile.
La quadribanda da me progettata e realizzata, infatti, ha delle risonanze non previste, su frequenze fuori dalle bande amatoriali proprio grazie a questo fenomeno. Tuttavia c'è un lato negativo in questo.
Se malauguratamente una risonanza anomala fra 2 elementi, va a combaciare con una risonanza voluta, le 2 risonanze creano 2 regimi di onda stazionaria non in fase fra loro, dal momento che un sistema risonante è alimentato al centro e l'altro no, il che non è costruttivo per la trasduzione elettromagnetica.
Diametro del conduttore e risonanza
Il conduttore di diametro maggiore, ha una superficie conduttiva esterna maggiore.
C'è da ricordare che per le componenti alternate, la corrente circola in superficie (effetto pelle), quindi una maggiore superficie esposta, oltre a condurre meglio, presenta una capacità maggiore, in quanto superficie esposta verso l'etere.
Ricordando che un'antenna risonante, in questo caso un dipolo, si comporta come un circuito risonante serie, la capacità della superficie esposta è pressappoco la capacità del circuito risonante equivalente.
La maggiore capacità dovuta al diametro maggiore, implica che la frequenza di risonanza si sposta verso il basso, quindi per riportare in risonanza il dipolo, è necessario ridurre la lunghezza, che poi equivale a ridurre la parte induttiva del circuito risonante serie equivalente.
Il fatto che su un dipolo la risonanza si sta verificando con dimensioni leggermente inferiori, significa che l'onda si sta' propagando con una velocità inferiore.
Il rapporto fra la lunghezza di mezza onda di risonanza per un dipolo e la mezza onda in risonanza matematica, indica il rapporto di velocità del dipolo stesso.
Infine poi c'è l'effetto di trasduzione: un conduttore di diametro maggiore facendo scorrere più corrente, genera un campo magnetico maggiore ed essendo maggiore la superficie esposta all'etere, aumenta anche il campo elettrico.
In conclusione, un conduttore in risonanza di diametro maggiore, genera una trasduzione più efficiente da potenza RF in un campo elettromagnetico.
A conferma, la formula che che definisce il guadagno di un'antenna, implica che quest'ultimo è direttamente proporzionale alla superficie totale della parte che risuona.
Tutto questo porterebbe pensare che, aumentando all'esasperazione il diametro di un conduttore, il guadagno ne tragga un ulteriore beneficio: purtroppo non è così.
C'è, infatti, un rapporto fra diametro e lunghezza del conduttore dove il guadagno non aumenta più e il Q del circuito risonante equivalente tende a calare.
Dal prototipo alla soluzione definitiva
Visto che, adesso, un accordo di massima sulle varie bande è stato raggiunto, ho pensato di rendere definitiva la modifica, in modo da poter contare su un sistema «più solido» da tarare, perché il leggerissimo quadrello recuperato si stava deteriorando.
Ho quindi tagliato un pezzo di quadrello di alluminio verniciato (avevo solo quello) della lunghezza di circa 32 cm (avevo notato che, avvicinando il nuovo radiatore a quello originale, ne risentiva l'accordo sulle altre bande) e l'ho «svasato» da una parte in modo che si adattasse alla circonferenza del tubo originale; ho praticato delle fessure in cui infilare una «cravatta» per tenerlo saldo in sede senza difficoltà, avendo l'accortezza di far capitare la vite della strettoia sul lato destro del tubo e non tra il tubo ed il sostegno di acciaio.
All'altra estremità del quadrello, ho praticato un foro passante per ospitare il tubo da 10 mm del nuovo radiatore ed un foro ortogonale per la vite che serra il sistema, in modo da avere quadrello e tubo esattamente a 90 gradi.
Il nuovo radiatore è costituito da tre pezzi di tubo di alluminio perfettamente telescopici da 10, 8 e 6 mm per una lunghezza utile totale di 290 cm: ho quindi realizzato due strettoie per stringere i tubi in modo che fosse anche facile farli scorrere per tarare al minimo ROS e, successivamente, stringere le viti per bloccare.
È più difficile da scrivere: le foto illustrano il lavoro fatto.
Con la taratura finale, la sorpresa!
Ho cercato di tarare al meglio possibile, compensando la banda dei 17 metri che aveva sentito l'influenza delle modifiche (è bastato allungare di pochi cm il relativo radiale) ma quando ho impostato un range ampio sull'analizzatore ho avuto una piacevole sorpresa:
L'antenna non risuona solo in 10 metri ma ha anche una fettina di 600 KHz in 27 MHz!
La cosa era assolutamente non voluta ed insperata ma, senza alcuno sforzo ora mi ritrovo il minimo di ROS proprio intorno al canale 20 della CB che porta la mia antenna da una tribanda per le WARC ad una cinque bande con buone prestazioni.
Per completezza e mia memoria, salvo qui l'immagine con il ROS al termine del lavoro di montaggio e taratura del 22 Luglio 2026:
In conclusione
Cosa dire se non che il radioamatore deve sperimentare? Sì, questa modifica poteva non funzionare ed in questo caso, essendo totalmente reversibile, bastava togliere quanto aggiunto e tutto tornava come prima...
Ma la modifica, un mio personale esperimento, è andata meglio di quanto avessi potuto sperare ed ora ho un'antenna più completa ed ho guadagnato un'antenna anche per la banda CB, tarata proprio intorno al canale che il mio gruppo, in passato, usava.
Le misure non sono assolutamente critiche: usando pezzi di tubo di alluminio a «cannocchiale» diventa facile allungare o accorciare per una corretta taratura; le piccole strettoie autocostruite facilitano molto questo lavoro. La lunghezza migliore per il nuovo radiatore, nel mio caso, è stata di 275 cm, escludendo i 30 cm del quadrello di sostegno.
Che sia giunto il momento di riaccendere un baracchino, magari dopo aver tarato meglio i 30 metri?
Solo un radiale in 30 metri?
Sistemiamo meglio la banda dei 30 metri
Eh no... Quel 1.5:1 di ROS sulla banda dei 30 metri proprio non mi stava bene e dovevo, assolutamente, far qualcosa. Anche perché, guardando le foto fatte in passato e pubblicate qui deve esser successo qualcosa che ha spostato in alto il ROS dell'antenna...
Successo qualcosa, certamente: ma cosa?
Non nascondo la mia paura che, dopo sette anni di onorato servizio, potesse essere sorto qualche problemino... pertanto, ho fatto una serie di verifiche:
1) ho smontato il radiatore e verificato le trappole. Sono in ottime condizioni: il tappo in plastica superiore è protetto da un giro di nastro autoagglomerante ed il forellino in basso per l'umidità è libero. Le trappole sembrano nuove.
2) Ho pulito gli innesti dei tubi: c'era polvere in abbondanza ed i bulloncini in acciaio presentavano un po` di ossido di alluminio: ho provveduto a lavarli togliendo ossido e polvere.
3) Ho rimosso quanto aggiunto dalla modifica da me ed ho rifatto tutte le prove sulle tre bande: come mi aspettavo. ROS 1.5 in 30 e 1.2 in 17 e 12.
4) Ho tolto la bobina di cortocircuito verso terra: il ROS in 30 metri non scende.
5) Ho spostato la bobina di cortocircuito verso terra: casomai, dove stava, faceva da condensatore... niente, non cambia nulla.
6) Ho tolto la trappola dei 18 MHz: l'antenna risuona perfettamente (ROS 1.2 a 18.125).
7) Ho rimontato tutto: cinque bande perfette ma in 30 metri il ROS è sempre 1.5:1 ![]()
Purtroppo, come ho potuto constatare, nessun tentativo è stato risolutivo: il ROS sulla banda dei 30 metri sembrava inchiodato a 1.5:1 ![]()
A questo punto, il problema potrebbe essere dato dalla vicinanza di altre antenne: la Grazioli FE10-V, ad esempio, si innalza a neanche due metri da lei. Ancorata alla stessa parete della Prosistel...
Ma c'è ancora un ultimo, disperato, tentativo da fare: montare un secondo radiale per i 30 metri!
Al via la costruzione
Ho quindi costruito un nuovo radiale usando due pezzi di tubo di alluminio da 12 mm, lunghi, rispettivamente, 70 cm (da collegare al supporto) e 35 cm (da mettere dopo la bobina), ed una nuova bobina con un pezzo da 25 cm di tubo di PVC per impianti elettrici del diametro di 16 mm.
Avrei voluto fare una bobina con del filo di rame smaltato da almeno 1 mm ma, sul tubo di PVC, mi sono ridotto ad avvolgere 100 spire di... filo estratto da un vecchio doppino telefonico per una lunghezza di circa 530 cm. In realtà, il doppino era da 4 metri: ho quindi saldato i due fili e tagliato a 530 cm... più o meno...
La scelta del filo per la bobina
La mia scelta di usare il doppino telefonico per la bobina, era valida? Per saperne di più ho voluto confrontarmi con Saverio IK7IWF che, alle mie domande ha risposto così:
Quando si tratta di bobine su supporto isolante, qualsiasi filo va bene, quindi puoi usare il filo del doppino telefonico, così come puoi usare quello del cavo LAN.
Però...
Quanta potenza usi su quella banda? L'antenna ha un trasformatore di impedenza? Quanti altri radiali ha l'antenna per la stessa banda? Che impedenza dovrebbe dare quel radiale del piano di terra artificiale?
Tutte queste domande sono legittime perché se il radiale è solo uno e l'antenna non ha un trasformatore di impedenza, se usi 300W, 150W vanno ad attraversare quella bobina.
Mentre se il radiale è sempre uno e l'antenna ha un trasformatore di impedenza, su quel radiale si andrà a distribuire una corrente assai più bassa, quindi una potenza molto più bassa dei 150W.
È ancora diverso se l'antenna prevede più radiali e non ha trasformatore ed è ancora diverso se sono previsti più radiali e l'antenna ha un trasformatore.
Insomma, le variabili sono tante...
Nel tuo caso, con 2 radiali e senza trasformatore di impedenza, usando il filo del doppino telefonico stai più o meno al limite; ti salva il fatto che la guaina separa un po` le spire e quindi l'eventuale calore si sviluppa su una superficie più larga.
Alla fine del nuovo radiale ho inserito un pezzo di tubo di alluminio leggerissimo (recupero della solita, vecchia, antenna TV) da 8 mm tenuto in sede con una strettoia autocostruita in modo da poter allungare o accorciare per cercare un accordo sulla giusta frequenza.
Il nuovo radiale, il sesto, è stato aggiunto dalla parte opposta a quello già esistente; ho lavorato per bene accordando al millimetro i due radiali cercando prima di farli risuonare insieme sulla stessa frequenza e poi spostandone contemporaneamente l'accordo in modo da centrare la frequenza di 10,125 MHz.
Lo stratagemma del secondo radiale in 30 metri ha funzionato! Ed ora la mia antenna Prosistel PST-273VC risuona alla perfezione su 5 bande con ben sei radiali ![]()
Alla fine...
L'antenna Prosistel PST-273VC è davvero fatta bene. Le mie disperate verifiche hanno portato a smontarla ed a rimontarla: dopo tutti questi anni c'era pochissimo ossido e le viti, rigorosamente di acciaio, non hanno richiesto sforzi particolari per essere rimosse.
Ho ripulito le parti metalliche con acqua, sapone ed una spugna per lavare i piatti e l'alluminio è tornato splendente come fosse appena acquistato.
Pertanto, comprare accessori di qualità non solo rende la spesa durevole ma permette aggiusti e modifiche difficili da realizzare con altri prodotti.
Ora l'antenna funziona splendidamente su cinque bande e con un piano di massa migliorato e davvero efficiente ![]()
Il settimo radiale
Un nuovo radiale anche in 17 metri
Sembra quasi il titolo di un film... quello che, da bambino e quando i film erano in bianco e nero, mi fece un po` perdere il sonno ed il “settimo” era un sigillo...
Tra le varie prove fatte sulla “nuova” antenna nata dopo le modifiche, ci sono state quelle sulla banda dei 18 metri, foriere di un inevitabile confronto del segnale ricevuto tra la PST-273VC e la LZAV-5B.
La configurazione “standard” della PST-273VC prevede un solo radiale per ciascuna delle bande WARC: la differenza dei segnali ricevuti con la LZAV-5B è spesso notevole tanto che non nascondo la mia preferenza, in passato, a frequentare i 17 metri con la LZAV-5B. Chiaramente, segnali migliori in ricezione indicano un maggiore guadagno anche in trasmissione...
La domanda che mi son fatto è stata: “e se aggiungessi un ulteriore radiale caricato per i 17 metri?”
Dalla positiva risposta data da me a me stesso è nata, quasi subito, la domanda successiva: “Sì, ma dove lo metto?”
Ormai, alla base dell'antenna non c'è più spazio e sei radiali è il massimo consentito anche dai buchetti a disposizione. Ma restava una soluzione: collegare il nuovo e settimo radiale sul palo di sostegno, mediante lo stesso accessorio realizzato per sostenere i radiali della verticale a carico lineare per i la banda dei 40 metri e in posizione diametralmente opposta a quello già presente:
Come ho proceduto
Per evitare spiacevoli sorprese, prima di avviare la fase di modifica, ho misurato e salvato la curva del ROS per tutte le bande: nessuna, nuova, grande differenza con quanto rilevato qualche giorno prima.
Ho, dunque, costruito un nuovo radiale usando il solito tubo di PVC da 16 mm di diametro su cui ho avvolto 36 spire di filo trecciola da 0,75 mmq; ho collegato la bobina ad un pezzo di tubo di alluminio da 10mm lungo 65 cm (la parte collegata al palo) e, dall'altro lato, una struttura telescopica per allungare od accorciare il radiale per cercare un accordo.
Costruito il nuovo radiale, l'ho provato al posto di quello originale, accordando con 1:1 di ROS in centro banda: così sistemato l'ho spostato sul tubo di sostegno, ottenendo un 1:5:1 come minimo ROS.
L'aggiunta in sede del radiale originale (che, a questo punto, porta a due i radiali sui 17 metri) ha abbassato il ROS pur spostando la frequenza di risonanza circa 300 Khz in alto, obbligandomi ad allungare entrambi i radiali.
Il lavoro certosino di allungamento e taratura è continuato per qualche minuto, portandomi ad ottenere un perfetto ROS in centrobanda:
Alla fine, la parte del nuovo radiale dopo la bobina è di 110 cm, con una lunghezza totale, misurata dal tubo di sostegno, di circa 190 cm.
I segnali ricevuti
Il nuovo radiale fa il suo dovere: non c'è più la grande differenza tra il segnale ricevuto dalla PST-273VC e quello della LZAV-5B e, a seconda del QSB, qualche volta è addirittura migliore!
In conclusione, ora l'antenna ha sette radiali caricati che occupano pochissimo spazio, cinque bande ed una resa certamente migliore rispetto alla versione originale.
Urca! Si è afflosciato il radiale!
Eh sì: come previsto, con quel filo sottile recuperato dal doppino telefonico, si era proprio al limite e la potenza che si poteva utilizzare era, certamente, minore di 200 watts.
E così, una mattina, dopo aver fatto qualche chiamata in 30 metri la sera prima, mi accorgo che uno dei radiali non aveva più la forma che mi ero abituato a vedere ma si era, letteralmente, afflosciato, puntando, inesorabilmente, verso il basso!
Anche il ROS non lasciava presagire niente di buono: oltre 2:1 in banda 30 metri! Fortunatamente, le altre bande, erano esattamente come le avevo lasciate...
Pertanto, ho deciso di ricostruire il radiale usando del filo trecciola da 0,75 mmq che, già collaudato per altri radiali, lasciava ben sperare in una buona riuscita.
Per velocizzare le operazioni, ho preparato un buon prompt per la IA e mi son fatto fare i calcoli per una bobina equivalente ma con filo trecciola al posto del cavo del doppino telefonico ed un supporto da 20 mm al posto dei 16 del precedente tubo di PVC.
I risultati ottenuti hanno fornito un numero di spire pressocché identico (101 contro le 100 di prima) usando circa 7 metri di filo con una lunghezza della bobina di circa 23 cm.
Costruito il nuovo radiale, è bastato riaccordare (ho allungato di una decina di cm l'ultimo pezzo telescopico del radiale) per far tornare tutto con un ROS perfetto:
La maggior sezione del filo della bobina ha introdotto una relativa maggiore largezza di banda rispetto a prima.