19 settembre 2026: Nessuna macchia solare

Il 25.mo ciclo solare volge al termine?

IK7XJA guarda perplesso la parabola discendente del 25.mo ciclo solare

Il tempo passa e, come sempre, la nostra vita è scandita da cicli naturali... e, siccome si ripetono, li chiamiamo, appunto, «cicli».

Il ciclo delle stagioni, ad esempio: inverno, primavera, estate, autunno... e così via, all'infinito.

O il ciclo dell'anno: Capodanno, Epifania... eppoi, Pasqua, Ferragosto, Natale... e così via, per ricominciare.

Ma, per noi radioamatori, esiste un'altra serie di eventi che si ripete e che segna la nostra esperienza con la radio...

Il ciclo solare

Il ripetersi di eventi, dicevo parlando in generale, segna la nostra vita. Per noi radioamatori, poi, esiste un ciclo di eventi molto importante che influenza la propagazione e, pertanto, le bande radio a noi assegnate: tutto dipende dal nostro Sole che, come tutto nell'universo, ha momenti di massima e momenti di minima attività... chiamiamo queste fasi «ciclo solare» e, giorno più, giorno meno, hanno una durata di undici anni.

Tutti i cicli solari: si nota un ciclo nel ciclo

Undici anni sono un periodo abbastanza lungo e, per parecchio tempo, queste considerazioni in merito alla nostra stella non si conoscevano affatto. Anzi, per moltissimo tempo, il sole è stato considerato un astro magnifico e «senza macchia»... poi, nel 1610, un italiano, Galileo, osservando il disco solare, si rende conto che ciò che sino a quel momento erano stati considerati dei corpi esterni al sole, erano, in realtà, delle macchie sulla sua superficie. Da quel lontano 1610 quelle macchie sono studiate, catalogate, contate ed il loro «muoversi» segnala anche la rotazione del sole

Sì perché è proprio il numero delle macchie solari ad influenzare l'energia che il sole irradia verso la Terra: se ne accorse per primo un astrofisico statunitense, Charles Greeley Abbot, che disegnò e costruì strumenti per misurare la radiazione solare, tra cui un bolometro, vale a dire un dispositivo usato per misurare la radiazione elettromagnetica: fu utilizzato per fare misurazioni sulla corona solare nell'eclissi di Sole del 1900 nella Carolina del Nord.

In sintesi, le macchie solari, sono aree di minima emissione generate da fortissimi campi magnetici che, pur limitando l'emissione delle radiazioni, fanno nascere le cosiddette «facole» cioè quelle zone intorno alle macchie molto più calde e brillanti... Quindi, ironia della sorte, un sole «molto macchiato» irradia parecchio verso la terra e molto di più rispetto ad un sole con poche o nessuna macchia.

E siamo arrivati al giorno 19 settembre 2026!

Previsioni sulla fine del 25.mo ciclo solare

E cos'è successo in questa giornata di tanto interessante o, forse, di preoccupante? Dopo alcuni anni di discreta attività, la superficie del sole non presenta alcuna macchia solare: il disco del nostro Sole è pulito, tranquillo, senza alcuna velleità di flare o tempeste magnetiche... insomma, scomparsi gli eventi che rendono la frequenza caotica e disturbata.

Ricordo il mese di settembre del 2020 quando, per ben 29 giorni consecutivi, nessuna macchia si presentò sulla superficie del sole... E la domanda che molti appassionati di radiocomunicazioni si fanno in questi momenti è sempre la stessa: «ed ora, che faccio? Vendo le radio e cambio passatempo?»

Nella mia vita da appassionato di radio comunicazioni, ho attraversato alcuni cicli solari: ricordo i primi mesi quando cominciai la mia attività di CB... con quella piccola radio, ascoltavo e mi facevo ascoltare da tutta Europa, in 27 Mhz e con appena 3 watt! Era l'estate del 1979 e la media delle macchie solari in quel periodo era tra 235 e 265!

Grafico delle macchie solari nel 1979

Passarono gli anni e, nel 1987, presi il nuovo nominativo che mi permetteva di operare in 144 MHz e superiori e, nel 1989, QSO a manetta in banda due metri! Ricordo che collegai l'intera Italia ed il bacino del Mediterraneo (Malta in primo luogo) con le mie antenne autocostruite per i due metri! Divertimento senza fine grazie ad un sole che raggiunge il massimo proprio nel giugno del 1989 con ben 284 macchie solari di media nel mese: semplicemente pazzesco.

Ecco, la media di 284 macchie solari in un mese, non sarebbe mai stata più toccata: è resta il massimo degli ultimi anni anche se è niente in confronto alle 359 macchie mediamente registrate nel mese di ottobre del 1957. All'epoca io e molti altri radio operatori oggi attivi non c'eravamo e nessuno di noi può assolutamente dire cosa accadde... Ma, volendo proprio dirla tutta, quello del 1957 è stato il numero massimo raggiunto dalle macchie solari da quando queste informazioni sono registrate, vale a dire da gennaio del 1749!

E qui viene fuori una nota curiosa: noi consideriamo il ciclo undecennale ma, nello svolgersi di questi cicli, non si può fare a meno di notare che esiste un trend più ampio, durante il quale i cicli seguono aumenti e diminuzioni.

Insomma, per farla breve, sembra esserci un «ciclo nel ciclo». Ma questo rincorrersi di eventi esiste solo nella fantasia della nostra vita limitata di esseri umani: il sole, che ha una prospettiva di vita di almeno qualche miliardo d'anni, è del tutto indifferente a queste nostre, umane, speculazioni.

Ma la domanda resta: «ed ora, che faccio? Vendo le radio e cambio passatempo?»

No, non cambieremo passatempo

Credo proprio di no: nella mia esperienza, ho sempre fatto collegamenti a lunga distanza in HF, specialmente nelle bande dai 40 ai 17 metri. In queste bande non diminuisce la propagazione: calano i segnali dei corrispondenti ma diminuisce, a volte anche di parecchio, il rumore. Segnali più bassi ma più pulizia e tranquillità.

È anche probabile che ci saranno meno occasioni di DX nelle bande più alte (15, 12 e 10 metri) o in VHF (i 50 MHZ o i 144, ad esempio) ma non è detto che non possano esserci occasioni che concedano agli appassionati momenti di divertimento. Una prova interessante, ad esempio, sarà il contest dei 10 metri il prossimo dicembre...

C'è, però, una «spada di Damocle» per noi appassionati: si chiama «Minimo di Mounder».

Il minimo di Mounder

Il «minimo di Mounder» è un periodo di almeno 70 anni caratterizzato da scarsissima attività solare in cui le macchie solari sono pochissime (poche decine in tutti i 70 anni a fronte delle migliaia che si contano normalmente). Fu registrato, per l'unica volta, tra il 1645 ed il 1715; era il periodo barocco europeo e salentino e, in quegli anni ormai lontanissimi, il sole era così pigro da creare una piccola era glaciale.

E cosa successe alle frequenze?

Beh, questo non lo sa nessuno, ovviamente: per evidenti limiti nella tecnologia radio del tempo, nessuno ha lasciato informazioni in merito ma, certamente, le frequenze del tempo dovevano essere davvero molto, ma molto silenziose...

Ma la domanda che, certamente, a questo punto, vi... anzi, ci, rimbomba in testa è questa: «può accadere di nuovo un Minimo di Mounder?»

E perché non dovrebbe accadere di nuovo?

La risposta, in questo caso, è spietata: sì, può accadere di nuovo, da un momento all'altro, da un ciclo all'altro: d'un tratto, il sole smette di fare quello che fa... voglio dire, lo fa «diversamente».

Poche macchie, meno radiazione, più fresco... e alla faccia del declamato «riscaldamento globale»: sì, perché, comunque la pensiate, è lui a decidere. E non solo decide solo il clima ma anche come saranno le bande radio.

E, personalmente, ritengo di non avere tempo per attendere che un nuovo «minimo di Mounder» termini... ma questo credo sia un problema comune a tutti... probabilmente...

Ma oggi abbiamo l'intelligenza artificiale e, nell'attesa del prossimo ciclo solare, il 26.mo, gli ho posto la domanda e voglio farvi ascoltare la sua risposta... E la risposta è un brano musocale che potete ascoltare proprio al termine dell'episodio: si chiama «Il grande silenzio del sole»

Ed ora, il nuovo episodio del Podcast di XJA!

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