Da Mosaic a Firefox
e la guerra dei Browser
È nata quasi per gioco questa parte del podcast di XJA... Si chiama: «Storie di Software» perché mi piace raccontare i fatti del periodo in cui abbandonai la radio per i computer, i server e l'informatica... Spesso sono storie che appartengono al periodo in cui cominciava a diffondersi il suono dei modem a 33.6 Kb!
Sino a giungere ai nostri giorni...
Ed il protagonista della storia di oggi è un browser... ma non «un browser qualsiasi» ma quello che fu il primo browser in assoluto per navigare, a colori, sul web!
Un passo indietro nel tempo
Torniamo indietro nel tempo, in un giorno qualunque del 1993, nei sotterranei del National Center for Supercomputing Applications, chiamato, convenzionalmente, NCSA, dell'Università dell'Illinois, dove un giovane Marc Andreessen trascorreva le sue giornate scrivendo codice e sognando una rete che non fosse solo un grigio archivio di file di testo per accademici ed «addetti ai lavori». Insieme all'amico Eric Bina, Marc ha creato «Mosaic», il primo browser capace di mostrare le immagini salvate all'interno delle pagine web direttamente nell'applicazione. Era una vera rivoluzione, ma c'era un grosso problema: la sua università non aveva alcuna intenzione di lasciare che quei ragazzi potessero far soldi con la loro creatura...
Ed è proprio qui che entra in scena Jim Clark, un visionario miliardario, fondatore della Silicon Graphics (giusto per fare un esempio, i dinosauri del primo «Jurassic Park», uscito a Giugno del 1993, furono opera della sua azienda...)... Clark era famoso per il suo carattere vulcanico, per i suoi soldi e per aver fatto progettare la sua barca a vela in modo che potesse passare, giusta giusta in altezza, sotto il «Ponte delle Americhe» di Panama, permettendogli di navigare dall'Atlantico al Pacifico e viceversa con uno scarto di pochi centimetri nell'altezza dell'albero maestro delle sue vele... Insomma, questo Jim Clark, fiutò subito il talento di Andreessen e lo contattò con un'idea semplice: fondare una nuova società per conquistare la nascente Internet! Insieme, i due reclutarono i migliori programmatori del progetto Mosaic, ovviamente in gran segreto, offrendo loro stipendi generosi e quote societarie; tra essi, anche il ventunenne Rob McCool, che stava lavorando, però, alla parte server... Ma questa è un'altra storia che potete scoprire nell'89.mo episodio del podcast di XJA... Dunque, tornando a noi, nacque così la «Netscape Communications Corporation» anche se, inizialmente, il nome doveva essere «Mosaic Communications», nome che fu abbandonato quasi subito a causa delle minacce legali dell'Università dell'Illinois.
Il loro prodotto di punta fu proprio Netscape Navigator che, con la sua N che ricordava Napoleone ed il suo timone da scatoletta di tonno, debuttò nel 1994: fu un successo travolgente e, per molti versi, anche inaspettato. Ricordo che, in quegli anni, scaricavamo il programma a velocità lentissime via modem a 33,6k, dalla linea telefonica e di notte (per pagare meno...), pur di poter vedere il mondo a colori sui nostri monitor a tubo catodico da 14 pollici.
Una incredibile popolarità
In poco tempo, Netscape divenne così popolare che nel 1995 la società si quotò in borsa: fu l'evento che diede ufficialmente il via alla tristemente famosa «bolla delle dot-com» ma rese Andreessen, a soli ventiquattro anni, una superstar da rotocalco con un patrimonio da favola!
Ma il trionfo attirò l'attenzione di un gigante momentaneamente addormentato. Bill Gates, compresa in ritardo la portata di internet, dichiarò la «guerra totale». A brevissimo, Microsoft lanciò Internet Explorer e, con una mossa spietata e restata, ancora oggi, leggendaria, decise di «regalarlo» integrandolo direttamente in ogni copia di Windows. Per Netscape questo fu drammatico e rappresentò l'inizio della fine: perché chi mai avrebbe comprato un programma potendo contare su quello gratuito della concorrenza che, per di più, era anche la proprietaria del sistema operativo più diffuso al mondo?
La... guerra dei software
Ma successero anche eventi... «goliardici»: si racconta, infatti, che la notte del lancio di Internet Explorer 4.0, erano i primi giorni di ottobre del 1997, alcuni ingegneri di Microsoft guidarono sino al quartier generale di Netscape a Mountain View (pensate: era a soli 5 km dal quartier generale di Silicon Graphics e sarebbe diventata, in futuro, la sede di Google!) e, giunti sul posto, piazzarono sul prato un enorme logo di Internet Explorer in acciaio (la famosa lettera «e» blu)... Era un logo alto quasi 3 metri! Insomma, una vera «installazione artistica»!
I dipendenti di Netscape scoprirono la sorpresa la mattina seguente e decisero di non rimuoverlo e di usarlo a proprio favore: con un pizzico di ironia, ribaltarono la grande «e blu» di Microsoft sul prato, presero la statua gigante di Mozilla, la lucertola/dinosauro verde e viola mascotte di Netscape, e la posizionarono sopra il logo abbattuto... non solo: ci aggiunsero anche un grande cartello che recitava «Netscape 72%, Microsoft 18%», erano le quote di mercato dei due browser. Era proprio come se Mozilla avesse, sino a quel momento, sconfitto la concorrenza!
Purtroppo, nei mesi che seguirono, le cose non andarono molto bene e, con il mercato che gli scivolava da sotto i piedi, la dirigenza di Netscape tentò l'equivalente di un salto nel vuoto. Nel marzo del 1998 i dirigenti presero una decisione epocale e, allo stesso tempo, folle per l'epoca: rendere pubblico e gratuito il codice sorgente del loro browser. Per portare a termine queste intenzioni nacque l'organizzazione «Mozilla», nome derivato dalla fusione tra «Mosaic» e «Godzilla», e che aveva per logo un dinosauro rosso stilizzato. Qualche tempo dopo, esattamente nel novembre del 1998, il gigante della comunicazione AOL acquistò Netscape per una cifra record: oltre 4 miliardi di dollari! Una cifra enorme, pazzesca... Se pensate che un milione di dollari sia tanto, immaginate di averne altri 4,200! Tuttavia lo storico marchio era condannato all'irrilevanza e le macerie della guerra dei browser sembravano aver seppellito ogni speranza di ripresa...
La nascita di Firefox
In questo sfacelo totale, però, un piccolo gruppo di ingegneri ribelli di Mozilla rifiutò di arrendersi. Nel frattempo, il codice sorgente ereditato da Netscape era diventato pesante, caotico un vero groviglio da sbrogliare... Fu così che Dave Hyatt e Blake Ross decisero di risistemarlo in gran segreto. Era loro desiderio creare un nuovo browser più leggero, velocissimo e privo di quelle funzioni inutili aggiunte negli anni. Il progetto nacque come esperimento clandestino con il nome di «Phoenix», che significa «fenice», proprio a simboleggiare la rinascita dalle ceneri di Netscape.
Il nome Phoenix, però, provocò la reazione furibonda di un produttore di BIOS che deteneva i diritti sul marchio, costringendo il team a cambiare nome... fu scelto «Firebird» nome evocatore della storia della fenice...
Disdetta volle che anche questo nome fosse già utilizzato da un famoso progetto di database open source: la comunità dei suoi sviluppatori protestò vivamente... Insomma, dopo mesi di discussioni accese e grattacapi legali, finalmente, nel febbraio del 2004 il team trovò il nome perfetto e definitivo: Firefox! Insomma, il «fuoco» rimaneva ma cambiava l'animale...
Il nuovo logo con la «volpe di fuoco» che abbraccia il pianeta divenne il simbolo di questa «resilienza informatica». Con funzionalità rivoluzionarie per l'epoca, come la navigazione a schede e il blocco delle finestre pop-up, Firefox dimostrò che Davide poteva ancora sfidare Golia. Pensate: così tanta gente seguiva lo sviluppo del nuovo browser che fu lanciata una sottoscrizione con l'obiettivo di pubblicare, il giorno del lancio, una pagina pubblicitaria sul New York Times, che raccolse complessivamente 250.000 dollari! Al netto di tutto, restava un dato incontrovertibile: la «fenice», risorta dalle ceneri di Netscape, aveva spiegato di nuovo le sue ali... ed il suo volo dura ancora, dopo tanti anni!
Il successo continua ancora oggi!
Infatti, ancora oggi, Firefox, è uno dei browser veloci e sicuri su cui si può sempre contare: è disponibile per qualsiasi sistema operativo, sia esso Linux, Windows, Mac o su smartphone. Ma ci sono anche altri progetti che ne usano il codice, come, ad esempio, Seamonkey, la suite che integra, come ai tempi di Netscape, un browser, un client di posta elettronica, un tool per comporre pagine web e la gestione della rubrica degli indirizzi. Da questo progetto, col tempo, fu scorporato Thunderbird, il programma che permette di gestire gli account di posta elettronica.
Eppoi, se avete usato Netscape Navigator, Firefox o Seamonkey sin dalla loro nascita, anche voi, come Mozilla e me, siete dei «dinosauri»: lasciate un commento e non fateci sentire soli. Se poi ci aggiungete anche un «mi piace» mi incoraggerete a continuare in queste «Storie di Software» del Podcast di XJA!
Ed ora, il nuovo episodio del Podcast!
Ed ecco questo racconto reso ascoltabile sul canale del Podcast di XJA, sulla piattaforma Spreaker:
Oltre alla apposita playlist del mio canale video su Youtube: