Consumatori? No, polli da spennare...

Sia maledetta la globalizzazione!

Un acquisto sbagliatissimo: lo smartphone android Xiaomi Red MI Note 13

Non sarò mai un «buon consumatore» e me ne vanto: non uso windows, non sono abbonato a sistemi di streaming, non ho la televisione, detesto ammazzon, non guardo la pubblicità e non sono abbonato a riviste, giornali ed altri «servizi».

Sui miei sistemi informatici uso solo Linux ed il mio cellulare è un Samsung Note 3 acquistato con un contratto, ormai scaduto, una decina di anni fa e mai, dico mai, aggiornato; e mai, dico mai, avuto problemi di sicurezza.

Purtroppo, dopo 10 anni, gli schemi di sicurezza cambiano ed i certificati digitali pure. Sul vecchio cellulare, nel giro di qualche mese, hanno cominciato a non funzionare alcune cose... wazzup... la posta di gmail... persino la navigazione in internet che, non riconoscendo più i certificati, faceva tante storie per accedere ai vari siti...

Stanco di questo stillicidio, decido, a malincuore, di cambiare cellulare...

Se il prezzo è basso, la merce è qualcos'altro...

I prezzi dei cellulari sono bassi... ed il mercato pullula di dispositivi con processori a «otto core» e grandi quantità di memoria, venduti a prezzi abbordabili...

La mia attenzione cade su uno Xiaomi, il «Red Mi Note 13 base»: 256 Gb di «disco», 8 Gb di Ram e processore Snapdragon (sperando sia americano e non cinese...) a 8 core più schermo amoled e telecamere a strafottere per foto lunari. Prezzo: meno di 200 euro.

Il dispositivo arriva, e, con lui, tutte le mie speranze di tornare ad usufruire del nuovo cellulare.

Accendo: primo aggiornamento succhiadati da almeno 2 Gb (mi chiedo se il sistema non lo installano quando lo spediscono...)... vabbé, passi... aggiorno sistema ed app...

Avevo una SD esterna: non salvo mai i miei file sulla memoria interna perché, con la memoria a parte posso copiare in un attimo tutti i file e fare un profondo backup realizzando una immagine della memoria. Nella SD c'erano tutte le mie foto da 10 anni a questa parte Pianto

Monto la SD, sacrificando lo slot per la seconda SIM (certo: questi dispositivi sono dual SIM ma se non vuoi sfruttare la memoria interna, la SIM due la perdi...).

Vivo un paio di giorni con il nuovo dispositivo: ogni app che tocco è una richiesta di permesso... ogni app si collega e scarica qualcosa... Immagini e video non richiesti compaiono ad ogni icona che avvio. Anche per fare le foto panoramiche, si collega e scarica un aggiornamento... Torno a chiedermi: ma il sistema non lo installano prima di vendere? Rimuovo tutte le app che posso tra cui ammazzon, tiktok ed inutili giochi. Altre si possono solo nascondere ma sono «parte integrante» del sistema e non c'è modo per liberarsene Urlo

Il terzo giorno, altro avviso di sicurezza, che si aggiunge a quello che «attende» di scaricare 1,2 Gb per le app (nonostante le rimozioni)... Questa volta il sistema pretende ben 4,2 Gb che «abbattono» di altrettanto traffico i 50 Gb forniti dal mio gestore telefonico, dato che non ho il Wi-Fi con linea cablata per collegarmi in rete.

Il nuovo aggiornamento dura un paio d'ore e, finalmente, il dispositivo si riavvia.

Inutile dire che dopo l'aggiornamento torna a richiedere tutti i permessi e modifica anche l'interfaccia, già brutta di default. Fa domande, chiede di salvare su cloud (cosa che rifiuto: i dati sono i miei e stanno bene sul mio dispositivo...).

Dopo uno sbattimento di oltre due ore l'amara sorpresa: tutte le foto, tutti i miei ricordi degli ultimi 10 anni cancellati di botto! Sorpresa

Ma come? Cambi il sistema, rompi l'anima chiedendo autorizzazioni per qualsiasi idiozia e rimuovi tutto quando presente nella cartella DCIM della SD? Il Red Mi Note 13 si dimostra totalmente inaffidabile!

Fortunatamente, avevo un backup a novembre 2023 e le foto sono state in gran parte recuperate... Gli altri file, da un rapido sguardo, erano ancora sulla SD: si tratta, comunque, di poca cosa dato che la mia «paranoia» mi impedisce di usare il cellulare come memoria per file che posso tenere, più al sicuro, sul mio PC o, temporaneamente, su memorie USB.

Tuttavia, quanto successo, è imperdonabile: Xiaomi, la «Apple cinese», come qualcuno improvvidamente ed immeritatamente l'ha definita, ha guadagnato tutto il mio disprezzo ed il pentimento per aver dato i miei soldi a chi non li meritava.

Un sistema con una interfaccia «povera» ma molto ben studiata per far diventare il proprietario un «pollo da spennare». Un dispositivo che costa poco perché, probabilmente, non si paga con i soldi ma con la propria vita... Altra cosa mai successa prima: accedo a wazzup e mi ritrovo iscritto in un gruppo in cui vogliono «vendermi» qualcosa; la domanda è: chi gli ha dato il mio numero?

Una cosa, questa, estremamente grave: significa che le mie informazioni (chi sono ed il mio recapito telefonico) sono stati messi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta al produttore del telefono. Tutto molto deprecabile e biasimabile!

In conclusione

Son tornato al vecchio telefono Samsung Note 3 e rimesso il nuovo acquisto nella sua scatola: per il futuro eviterò la robaccia cinese. Ormai dovrebbe essere risaputo che «cinese» non è sinonimo di costo basso ma di fregatura alta: cercherò di tenerlo bene a mente.

Del resto, come radioamatore non comprerei mai una radio fatta da una marca cinese ed ancora non mi capacito d'aver voluto acquistare un cellulare cinese: gravissimo errore!

Diciamo che l'unica cosa che i cinesi hanno potuto far bene è il Kung Fu... purtroppo i numerosi stili in circolazione (forse più di 700), sono la testimonianza che ognuno copiava dall'altro e, probabilmente, non sempre copiava bene.

Esattamente come succede ora per i dispositivi elettronici: brutte copie di sistemi nati in Occidente e realizzate più o meno... male Urlo

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