Yaesu FT-1000MP / Mark V / Mark V Field
Le radio che hanno fatto storia: Una radio che si è fatta in tre!
Oggi racconto di una radio che si è fatta, letteralmente, in tre! Siamo nella metà degli anni 90: ormai in quegli anni la strada del digitale è aperta ma i produttori si interrogano su quale sia il percorso migliore da fare...
Tra questi protagonisti c'è Yaesu che, forte dell'esperienza e del riscontro commerciale avuto con il famoso «Millone», radio di cui ho già avuto modo di parlare ed il cui episodio vi invito a riascoltare, lancia sul mercato un nuovo FT-1000...
Purtroppo, proprio nel 1993 ci aveva lasciato il fondatore di Yaesu: Sako JA1MP; sarà proprio questo il motivo del suffisso del modello della nuova radio, che diverrà la famosa Yaesu FT-1000MP!
Ma mettetevi comodi e partiamo alla scoperta non di una ma di ben tre radio ricetrasmittenti veramente fantastiche ed innovative prodotte nel lungo periodo di ben sette anni!
Non una semplice evoluzione!
Una cosa è certa: nell'introduzione ho semplificato... Pertanto, è necessario ribadire che la serie dei ricetrasmettitori Yaesu FT-1000MP non rappresenta una semplice evoluzione di un prodotto, ma una vera e propria pietra miliare nella storia delle nostre radio per HF. Il primo dei tre modelli fu introdotto, come ho anticipato, a metà degli anni '90, in un periodo in cui, questa serie, ha agito da ponte tra due epoche: da una parte, l'era in cui le apparecchiature analogiche la facevano da padrone e, dall'altra, la nascita di un'elaborazione digitale del segnale sempre più sofisticata. Al momento del suo lancio, nel 1995, l'FT-1000MP si è imposto come il modello di punta di Yaesu, distinguendosi per essere l'apparato più costoso ma anche il più ricco di funzionalità che l'azienda avesse mai offerto alla grande comunità dei radioamatori!
Il suffisso «MP» non è un semplice acronimo tecnico, ma una sigla carica di significato. È un omaggio a Sako Hasegawa, il defunto fondatore dell'azienda, il cui nominativo di stazione era proprio JA1MP. Questo dettaglio porta questa radio da semplice apparato ricetrasmittente a simbolo della visione e dell'influenza del fondatore di Yaesu sulle caratteristiche e sulle funzionalità inserite in questo e negli altri due apparati della serie. Sin dal suo progetto iniziale, la filosofia costruttiva di questa radio ha privilegiato la ricchezza di funzionalità insieme ad un'interfaccia utente tutto sommato intuitiva, anche se provvista di una gran quantità di manopole e pulsanti fisici presenti sul pannello frontale della radio. Questa scelta, che quasi si contrapponeva alla crescente presenza di menu digitali, è stata un pilastro del successo di Yaesu ed una delle ragioni della sua duratura popolarità tra i radio operatori.
Un punto di riferimento per il mercato
La radio FT-1000MP, sin dal 1995, anno della sua uscita sul mercato, si è affermata come un punto di riferimento per i ricetrasmettitori da base per la stazione di radioamatore. La sua potenza di uscita standard di 100 Watts lo ha reso un apparato ideale sia per il normale QSO che per l'impiego in contest o spedizioni DX. Nonostante questo, pare che, nel corso degli anni, sia stato spesso descritto come una «alternativa a minor costo» rispetto al massiccio FT-1000D (il Millone), che pesava quasi 26 kg... Tuttavia, all'interno della sua linea, l'FT-1000MP era indiscutibilmente il fiore all'occhiello di Yaesu e stabiliva un nuovo standard per le apparecchiature della sua classe.
Il cuore del sistema di ricezione era un'architettura supereterodina a quadrupla conversione, che diventava a tripla conversione per la FM. Era provvisto di ben due ricevitori con la prima media frequenza a ben 73.620 Mhz per il ricevitore principale e a quasi 50 MHz per il secondario: questo sistema forniva le basi per un'eccellente selettività, in grado di sopprimere disturbi e frequenze immagine. Un elemento distintivo e all'avanguardia per l'epoca era proprio il sistema a doppio ricevitore indipendente, che permetteva agli operatori di ascoltare due frequenze contemporaneamente, seppur vicine: una funzionalità particolarmente utile durante i contest o la caccia alle spedizioni DX. L'ascolto in cuffia è stereo e permette di distinguere perfettamente le stazioni che operano in split.
Ma una innovazione tecnica di grande rilievo fu l'introduzione dell'elaborazione digitale del segnale a livello audio (il DSP). Questo approccio all'integrazione del DSP, innovativo e di grande impatto, offriva nuove funzionalità di selettività e riduzione del rumore, portando la chiarezza dei segnali ricevuti ad un livello prima impensabile. Tuttavia, a differenza dei modelli successivi, in questo primo modello, il DSP richiedeva un intervento manuale per allineare la larghezza del filtro passa-banda, operazione da compiere attraverso il menu di configurazione. Questo processo, se non eseguito con precisione, poteva portare a un disallineamento tra i filtri IF analogici e il DSP, compromettendo il segnale ricevuto. Proprio questo particolare è stato il punto di partenza per l'evoluzione tecnologica che avrebbe caratterizzato i due modelli successivi della serie.
Un nuovo modello per il nuovo millennio!
Ed arriviamo finalmente al 2000, nuovo anno e nuovo millennio... A Dayton, in Ohio, si tiene l'annuale Hamvention, una delle due più grandi convention di radioamatori al mondo: quale palcoscenico migliore, per Yaesu, per far conoscere al mondo la sua nuova creatura? Proprio in questo evento fu mostrato per la prima volta l'FT-1000MP Mark V, un'evoluzione mirata a conquistare il mercato di «classe elite» per i contest e le operazioni DX. Il Mark V combinava la solidità ingegneristica del venerabile FT-1000D con nuove funzionalità DSP e proponendo una profonda riprogettazione, eseguita al solo scopo di massimizzarne le prestazioni.
La differenza più evidente fu l'aumento della potenza di uscita, che ora sono ben 200W, il doppio rispetto al modello precedente del 1995. Questo incremento fu reso possibile da un cambio radicale nell'architettura dello stadio finale: il Mark V abbandonò i transistor «tradizionali» in favore di una coppia di MOSFET. Questo nuovo design, sebbene offrisse maggiore potenza e linearità, richiedeva però tensioni di alimentazione più elevate. Ed ecco spiegato il motivo per cui, in tante foto disponibili in Internet, il Mark V è mostrato con il suo alimentatore al fianco: venne, infatti, fornito di un alimentatore esterno separato, siglato FP-29, che erogava le tensioni necessarie di 30V e 13.8V. Pare che Yaesu abbia giustificato questa «configurazione a due scatole» non solo per ragioni tecniche, ma anche per motivi logistici, sostenendo che, in questo modo, non aveva accresciuto le dimensioni dell'apparato e che questo, tutto sommato, ne avrebbe semplificato la trasportabilità...
Un'altra innovazione cruciale fu il design del sistema di raffreddamento. Il Mark V si distingueva per un dissipatore di calore montato sulla parte superiore, integrato nel cabinet, che offriva una capacità di raffreddamento superiore del 250% rispetto al dissipatore del modello precedente. Questo sistema era raffreddato da una ventola interna radiale e termostatata. Per gli operatori più esigenti in termini di qualità del segnale, venne introdotta la modalità «Classe A», che abbatteva la potenza di uscita a 75W ma riduceva drasticamente la distorsione.
Uno, due... tre!
Ma il Mark V, con il suo alimentatore aggiuntivo e la sua maggior potenza non godeva di facile trasportabilità... Ed ecco che, appena due anni dopo, Yaesu introduce il nuovo e terzo modello: siamo nel 2002... Insieme all'euro arriva infatti lo Yaesu FT-1000MP Mark V Field, la risposta diretta di Yaesu alle esigenze degli operatori sul campo e degli «uomini delle spedizioni DX» che trovavano la «configurazione a due scatole» del Mark V poco pratica per il trasporto. Questo modello fu concepito come un «blocco unico» da 100W che univa l'eccellenza tecnologica del Mark V alla praticità di una singola unità. Il suffisso «Field», come «Field Day», spiega benissimo le esigenze che la casa madre stava cogliendo...
Per massimizzare la trasportabilità, il «Mark V Field» ritornò a un design con un alimentatore integrato, consentendo il funzionamento sia da rete elettrica a 117/240 V sia da una fonte di alimentazione mobile a 13.8 V CC. A sottolineare la sua vocazione per l'uso «sul campo», l'apparato fu anche dotato di una maniglia laterale e dei piedini sul lato opposto per facilitarne il trasporto come fosse una valigia. Questo cambiamento di design comportò un inevitabile compromesso sulla potenza di uscita dove anche la modalità «Classe A» fu ridotta a 25W, una conseguenza diretta dell'uso di una tensione di alimentazione di soli 13.8 V. Tuttavia, per molti operatori che utilizzavano amplificatori lineari, una potenza di 100W era più che sufficiente per pilotarli, rendendo questo compromesso perfettamente accettabile.
Il ricevitore del Mark V Field mantenne l'elevato standard del precedente Mark V, con l'aggiunta di un filtro VRF (vale a dire un «Filtro di Front-End Variabile). Questo filtro pre-selettore, azionato da relè anziché da diodi per evitare distorsioni, forniva una selettività eccezionale nelle bande comprese tra i 160 ed i 20 metri, rappresentando un grande vantaggio in situazioni di banda affollata e segnali forti.
Il DSP: un grande miglioramento
Ma il tema centrale dell'evoluzione della serie FT-1000MP è il perfezionamento del DSP audio. L'implementazione del DSP originale nell'FT-1000MP fu un passo avanti significativo, ma era ancora un concetto grezzo. Il sistema, denominato Enhanced Digital Signal Processing (EDSP), operava sia a livello di frequenza intermedia che a livello audio, e comprendeva funzionalità di riduzione del rumore, filtraggio passa-banda, eliminazione automatica dei segnali indesiderati (Auto-Notch) ed equalizzazione del microfono in trasmissione. A livello di ricezione, il sistema offriva una figura di rumore inferiore rispetto ai metodi tradizionali, contribuendo a dare al ricevitore un rumore di fondo eccezionalmente basso.
Con i successivi due modelli della serie, Yaesu ha migliorato il sistema introducendo l'IDBT (Interlocked Digital Bandwidth Tracking). L'IDBT riduce le interferenze programmando il DSP in base ai valori di IF-Shift e IF-Width. Insomma, un meccanismo che semplifica la vita all’operatore ma, al tempo stesso, molto efficace!
Una radio che si è fatta in tre!
I tre modelli della serie Yaesu FT-1000MP hanno tracciato un percorso evolutivo chiaro e significativo, fornendo soluzioni ingegneristiche avanzate che non sacrificavano l'usabilità, ed un breve episodio del Podcast di XJA, certamente, non basta a delinearne tutte le innovative caratteristiche.
Vale davvero la pena ribadire che, a distanza di tanti anni dal loro lancio, questi ricetrasmettitori mantengono ancora un'ottima reputazione tra i radioamatori. Gli operatori ne lodano la qualità costruttiva, l'ergonomia ben pensata, la sensazione tattile delle manopole e la sua capacità di competere con apparecchiature molto più recenti... Da parte mia uso il primo della serie e, provvisto di tutti i filtri, è una radio affidabile per fare QSO in situazioni difficili, permettendomi di ascoltare segnali impensabili!
Concludendo
In conclusione permettetemi di lasciare una piccola nota... con queste tre radio, l'aspetto del frontale viene affidato ad un pannello di plastica, al contrario di quanto avvenuto con il Millone o con altre radio della concorrenza, i cui pannelli erano, ancora, in solido alluminio. Inoltre, questi apparati abbandonano la lancetta analogica del segnale ed adottano uno strumento digitale che, secondo me, dà all'insieme una certa tristezza, a scapito della desiderata modernità... Strumento digitale ed informazioni sono affidate ad un display illuminato da una lampada fluorescente, funzionante ad alta tensione: con il tempo, queste lampade tendono ad esaurirsi ed il circuito che le alimenta inverter potrebbe rompersi lasciando completamente al buio l'importante display... Magari tutto questo è solo un graffio nella storia di una radio che ha segnato un'epoca per noi radioamatori...
Podcast di XJA: l'episodio di questa pagina!
Ed ecco il nuovo episodio del podcast di xja; come sempre è disponibile sul mio canale spreaker.com con il numero 73:
ed, ovviamente, sul mio canale youtube: