FT-212RH, storica radio per i 2 metri in FM

La radio Yaesu FT-212RH sulla sua mensola

La seconda metà degli anni 80 del secolo scorso, portò, a noi radioamatori, alcune radio che restarono nella memoria di molti, sia per la loro robustezza, sia per le novità che portavano in dote.

È proprio questo il caso del ricetrasmettitore Yaesu FT-212RH: una radio commercializzata a partire dal 1988, piccola e robusta. Nata per i 144 Mhz, la banda radioamatoriale dei 2 metri, dava possibilità di una superba espansione di banda: da 130 a 180 Mhz ed una potenza incredibile di quasi 50 watts in VHF. Non male, per quei tempi!

Ricordo come se ne parlava bene, in quell'ormai lontano scampolo degli anni 80 del secolo scorso e proverbiale era anche il suo costo: ben 858.000 Lire sul catalogo Marcucci del 1988, pari a quasi 1.000 euro di oggi.

Per questo motivo, cercavo un FT-212RH da un pochino di tempo, purché in buone condizioni e funzionante, ad un prezzo non particolarmente elevato e con i toni subaudio per usarla con i locali ripetitori tutti, o quasi tutti, forniti di tono per l'aggancio in trasmissione. Tutte pretese che, per una radio di trenta e passa anni, sono particolarmente difficili da trovar realizzate tutte insieme...

E, invece...

Interno della radio Yaesu FT-212RH

La pazienza, premia. Su un mercatino on-line, un collega radioamatore aveva messo un annuncio per la vendita di questa radio. Mancava di accessori (microfono, staffa, cavetto decente di alimentazione...) ma funzionante e con i toni per i ponti. Ho atteso, pazientemente, che mi venisse spedita e, quando finalmente è arrivata, ho potuto constatare che era bella anche esteticamente: solo un graffio, particolare irrilevante per una radio di questa età!

Interno della radio Yaesu FT-212RH con la modifica/riparazione

Unica perplessità, la modifica / riparazione effettuata con un grosso transistor BU406, di cui cerco informazioni...

Il datasheet del transistor BU406 usato nella modifica/riparazione

Sistemazioni ed accessori

La prima cosa che ho fatto è stato sistemare il cavetto di alimentazione, privo di fusibile e abbastanza corto. Ho provveduto ad inserire, in serie sul polo positivo, un fusibile con relativo supporto provvisto di faston di aggancio, acquistato, per poco più di un euro, nel negozio di ricambi elettrici auto sotto casa ed ad allungare il cavetto di alimentazione, usandone uno di sezione adeguata per i 10 ampere di assorbimento della radio a massima potenza.

Pinout delle prese microfoniche per il cavo tra FT-212RH e Adonis AM-303G

Non avendo microfono, ho adattato il solito Adonis AM-303G, ottimo per queste radio: in pratica ho costruito un cavetto adattatore da collegare tra lo spinotto del microfono e quello della radio, secondo lo schema che pubblico, per mio promemoria, su questa pagina. Quale cavo, ho usato uno spezzone da poco piĆ¹ di un metro a 4 poli più calza, completato da due classici connettori ad otto poli.

La radio con la staffa autocostruita

Ora bisognava trovare la soluzione per realizzare una staffa che mi permettesse di posizionare il nuovo arrivato in stazione sotto una mensola: ne ho realizzata, dapprima, una di cartoncino da usare come sagoma per successivamente ritagliarne una in lamiera da 1 mm, proveniente dal pesante chassis di un vecchio PC della metà degli anni 90 del secolo scorso

La realizzazione della staffa per la radio

La modifica più diffusa: estensione in frequenza del FT-212RH

Ricordo che questa radio fu una delle prime che, con una semplice modifica, poteva essere ageviolmente estesa da 130 a 180 Mhz. In pratica, si trattava di saldare alcuni contatti accanto al processore per abilitare bande oltre quelle prestabilite (in particolare, di aprire i contatti 1 e 2 e chiudere 3 e 4) e stabilire, via software, i limiti inferiore e superiore una volta accesa la radio dopo la modifica "hardware".

Ho trovato un link che porta ad una pagina estremamente dettagliata per questa modifica sul sito radioaficion.com: ai fortunati possessori di una "radio ancora vergine" non resta che armarsi di calma e mano ferma e seguire i passi spiegati nel documento.

In conclusione

Con una spesa di poche decine di euro sono riuscito a trovare una radio che desideravo da tempo da utilizzare per l'accesso ai ponti radioamatoriali in due metri, con una discreta potenza (5/45 watts) corredata da un bel microfono da base, già in mio possesso, adattato con un semplice cavetto.