In prova: Walkie-Talkie Tower 5 Transistor

La nascita di una passione duratura!

La confezione originale: gioia di tanti bambini dell'inizio degli anni 70

Nuovo video girato nella «Tana del Maestro» con una prova nostalgica e tecnica dei leggendari walkie-talkie «Tower 5 Transistors», un modello che ha segnato l'inizio della passione per la radio per molti appassionati, tra cui il nostro Saverio IK7IWF, con cui ho realizzato questo episodio delle «Avventure».

Il «Virus» della Radio

I Walkie-Talkie Tower in coppia

Questo è stato un tuffo nel passato: Saverio mostra la scatola originale dei walkie-talkie Tower, definendoli il «virus hertziano» che lo ha contagiato e trasformato in un radioamatore.

Ovviamnete, le caratteristiche tecniche di questi oggetti non hanno nulla a che vedere con le blasonate case costruttrici ci cui si parla nei miei video. Si tratta, infatti, di dispositivi modesti che utilizzano 5 transistor al germanio e sono alimentati da una classica pila da 9 Volts. Dei veri giocattoli, anche se con una marcia in più rispetto ad altri modelli dell'epoca.

Provenienza dei Walkie-Talkie Tower

Queste radio sono un retaggio di un passato ormai lontano.

Negli anni 70, il mercato dei walkie-talkie era diviso in tre segmenti principali: i dispositivi professionali (utilizzati da polizia e servizi di emergenza), le radio CB (Citizen's Band) per adulti (spesso installate su veicoli) e i walkie-talkie "giocattolo" per ragazzi. I modelli Tower si collocavano strategicamente al confine tra il giocattolo e la radio CB economica.

L'avvento della tecnologia allo stato solido durante la seconda metà del ventesimo secolo ha agito da catalizzatore per una trasformazione radicale nel settore delle comunicazioni personali. In questo panorama, i walkie-talkie a marchio Tower rappresentano un caso che intreccia l'ingegneria elettronica giapponese del dopoguerra con le dinamiche distributive dei giganti del commercio al dettaglio nordamericani ed europei. Questi dispositivi, sebbene spesso percepiti dalla cultura di massa come semplici giocattoli per ragazzi, erano in realtà prodotti molto complessi, derivanti da una catena di fornitura globale che vedeva nel Giappone come suo centro produttivo.

L'origine dei ricetrasmettitori Tower degli anni '70 affonda le proprie radici nelle necessità belliche della Seconda Guerra Mondiale. Fu la Galvin Manufacturing Corporation, entità che in seguito avrebbe assunto il nome di Motorola, a introdurre il primo dispositivo portatile a due vie denominato ufficialmente walkie-talkie nel 1940: progettato per le truppe americane, prese il nome di "Handie-Talkie SCR-536" (noto anche come BC-611) ed era un'unità palmare compatta operante in modulazione di ampiezza (AM).

Il progenitore militare dei Walkie-Talkie: il BC611

L'importanza dei walkie-talkie Tower negli anni 70 non può essere limitata alla sola dimensione tecnica. Questi oggetti rappresentavano un rito di passaggio tecnologico per la generazione dei cosiddetti "boomer" e "Gen X". In un'epoca priva di social media e telefonia cellulare, il walkie-talkie offriva la prima esperienza di comunicazione istantanea e privata a distanza, stimolando la fantasia e il senso di avventura dei giovani.

Il ricetrasmettitore Tower, specificamente nella sua variante a 5 transistor (Modello 5T-202), rappresenta un equilibrio ingegneristico tipico dell'epoca. Questi dispositivi erano progettati per operare nella banda dei 27 MHz (la "Citizen Band") e l'uso di 5 transistor indicava un circuito che garantiva una migliore stabilità di frequenza e una maggiore potenza di uscita audio.

La produzione dei dispositivi era affidata alla Tower Tsushinki Co., Ltd. (nota anche come Tower Communication Co.), una società giapponese con sede a Tokyo specializzata in apparecchiature di comunicazione a basso costo. Questa azienda negli anni 70 aveva ormai superato la fase della semplice copia dei prodotti occidentali per diventare leader nell'ottimizzazione dei processi produttivi dei dispositivi elettronici.

Il successo di Tower Tsushinki era legato alla capacità del Giappone di produrre componenti transistorizzati in volumi massicci e con pochi difetti di produzione, grazie ad un eccezionale controllo di qualità. Aziende come Tower Tsushinki non puntavano al mercato delle radio amatoriali di alta fascia (già dominato da colossi come Yaesu, Kenwood o Icom), ma si concentravano sul segmento "Consumer" e "Toy", dove il volume di vendita era esponenzialmente più alto ed il guadagno maggiore.

Le radio prodotte da Tower Tsushinki erano caratterizzate da un'estetica che scimmiottava i dispositivi professionali, utilizzando vernici argentate e griglie per l'altoparlante cromate o in alluminio. Questa strategia di design era fondamentale per attirare il target giovanile, desideroso di possedere strumenti che sembrassero "veri". Tuttavia, l'analisi dei circuiti rivela una ricerca ossessiva della riduzione dei costi.

Le "Tower" oggi...

Negli ultimi tempi, i walkie-talkie Tower sono oggetto di un vivace mercato del collezionismo vintage. Gli appassionati di "radio a transistor" e di giocattoli d'epoca cercano esemplari in buone condizioni estetiche, preferibilmente completi di scatola originale e manuali. Il valore di questi oggetti è determinato non tanto dalla loro utilità pratica -ormai praticamente nulla data l'obsolescenza tecnologica- quanto dalla loro capacità di evocare un'estetica industriale specifica e un'epoca di ottimismo tecnologico.

Funzionamento e Potenza

Walkie-Talkie Tower: il semplice circuito

Il dispositivo trasmette sul canale 14 (27.125 MHz) tramite un oscillatore quarzato, ma la sua particolarità era il ricevitore a «super-reazione» (super-rigenerativo), che permetteva di ascoltare praticamente tutta la banda CB.

Nonostante la potenza dichiarata di soli 100 mW, Saverio racconta di essere riuscito a coprire ben 12 km (da Parabita a Gallipoli) utilizzando un'antenna televisiva a un quarto d'onda autocostruita.

Analisi Interna e Test Pratico

La confezione originale dei Walkie-Talkie Tower

Componentistica vintage: Viene aperto il dispositivo per mostrare il circuito interno in bachelite scura e i componenti originali degli anni '70. Accendendo la radio dopo oltre 50 anni, si nota subito l'elevato inquinamento elettromagnetico odierno rispetto al passato, che causa molti più disturbi nel ricevitore.

Tuttavia, nonostante l'età, il walkie-talkie funziona ancora perfettamente, trasmettendo un segnale forte e chiaro ricevuto da una radio CB posta nella stessa stazione.

Conclusioni

È necessaria una riflessione sulla longevità tecnologica di questi dispositivi: mentre questi apparati del 1970 continuano a funzionare dopo 55 anni, ci si chiede se le moderne radio SDR avranno la stessa durata nel tempo.

Ed ora, il video della nostra prova

Come sempre, ecco, in coda alla pagina, il video della prova delle radio Tower... Anche questa volta il video è pubblicato sul mio canale YouTube:

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