Il «Tornio Impossibile»: come forare un tondino
Quando la necessità aguzza l'ingegno
Ecco una storia di come un minimo ingegno e un po' di «frugalità meccanica» possano risolvere problemi che sembrerebbero richiedere macchinari da migliaia di euro: oggi vediamo come forare un tondino di alluminio al centro!
C'è un momento preciso nella vita di ogni radioamatore in cui la realtà sbatte in faccia un limite fisico invalicabile: devi forare un tondino di alluminio sottile, da 8 o 10 mm, proprio al centro, per farci passare quel filo che un vite ortogonale serrerà al suo posto, quel filo che diventerà, probabilmente, il radiale della tua nuova antenna... ma non riesci a tener fermo quel tondino che continua a scivolare via come fosse un'anguilla insaponata.
Certamente, se avessi un tornio professionale in garage, il problema non esisterebbe nemmeno, ma quando l'unico alleato è un onesto ed umile trapano a colonna, la faccenda si fa davvero seria. Forare un cilindro a mano libera significa quasi certamente ottenere un buco storto e decentrato, un certo numero di punte rotte e una buona dose di frustrazione!
Ma è proprio qui che entra in gioco l'arte nobile del recupero. Guardando un vecchio trapano, ormai a riposo, è nata l'illuminazione: perché non usare il suo mandrino come una morsa di precisione?
Il mandrino, dopotutto, è nato per stringere oggetti cilindrici in modo perfettamente concentrico. Così, con un pizzico di audacia e una vite robusta, anch'essa di recupero dal mio amico meccanico, quel mandrino è stato strappato al suo destino di rottame ed ancorato saldamente a una pesante piastra di metallo. Il risultato non sarà elegante come un pezzo uscito da una fabbrica svizzera, ma è un piccolo capolavoro di pragmatismo che trasforma un trapano a colonna in uno strumento di alta precisione meccanica.
L'utilità di questo accrocchio è disarmante nella sua semplicità. Basta infilare il tondino di alluminio dentro le ganasce del mandrino, stringerlo forte e posizionare la piastra sul piano del trapano a colonna. Una volta centrata la punta, il tondino non ha più scampo: resta immobile, perfettamente in asse, pronto a farsi attraversare da un foro passante che sembrerà fatto da un macchinario a controllo numerico.
È la soluzione ideale per chi ama la carpenteria metallica leggera e non vuole arrendersi all'idea che servano strumenti costosi per fare un lavoro pulito. Con questo strumento, non ho solo creato un supporto per forare, ma ho potuto dimostrare che con un po' di spirito d'adattamento e i pezzi giusti scovati in fondo alla cassetta degli attrezzi, si può costruire praticamente tutto, sorridendo con soddisfazione mentre il primo foro cade esattamente dove doveva cadere.
Come centrare facilmente il pezzo
Centrare a mano non è facile: per questo ho fatto ricorso ad un piccolo trucco: un tubicino in cui scorre perfettamente il tondino... ho usato una punta per metallo della stessa sezione del tondino e, quando gli elementi sono allineati, il tubo scorre senza intralcio tra l'uno e l'altro: è quello il momento in cui segnare dove bucare!
Per praticare il principio del foro, usare una punta piccola e poi aumentare la sua sezione, sino alle dimensioni necessarie: usare olio o WD40 per lubrificare la punta durante la foratura. Questo, infatti, è il momento più difficile e la punta potrebbe gripparsi nel foro e rompersi.
Inoltre fare il primo foro con un pezzetto della punta, per evitare le oscillazioni che si hanno quando la punta è molto fuori dal mandrino.
A cosa è servito questo strumento
Avevo necessità di creare dei morsetti per tenere in sere dei fili di rame ricoperti da PVC (quelli degli impianti elettrici) per realizzare i radiali di una nuova antenna autocostruita.
Non volevo usare degli occhielli a saldare ma desideravo un sistema che tenesse in sede i radiali usando la struttura originaria, creata per tenere in sede dei radiali in tubo di alluminio da 8 mm di sezione.
Ho quindi creato 4 morsetti esattamente come indicato nelle foto; ed ecco il progetto di come sarà, in futuro, l'insieme: