Radio che hanno fatto storia: Icom IC-7000

Una radio piccola...

La piccola e versatile radio Icom IC-7000

Voglio dedicare questo episodio ad una radio piccola... una radio che non è stata una semplice radio ma un'esperienza, un punto di svolta che ha saputo raccogliere l'eredità del passato per proiettarsi audacemente nel futuro delle radio per Radioamatori.

E parlare di questa radio non è semplice: sono troppe le novità introdotte e tanti i pareri, spesso anche discordanti, su di lei... Ma, in un modo o nell'altro, anche questa radio è una di quelle che... hanno fatto storia!

Torniamo ai primi anni del 2000...

Torniamo, per un attimo indietro a qualche anno fa... Precisamente, al periodo immediatamente dopo l'ingresso del nuovo millennio... Il panorama delle radio veicolari e portatili prima del 2005 era dominato da apparati robusti e affidabili, ma l'innovazione, in termini di interfaccia e funzionalità, sembrava aver rallentato. Il punto di riferimento indiscusso per gli operatori che cercavano un'unica soluzione per le bande HF, VHF e UHF era il leggendario Icom IC-706 e le sue successive versioni (MkII ed MkIIg). Come ho avuto modo di affermare nell'episodio che gli ho dedicato e che invito ad ascoltare, questi apparati erano veri e propri cavalli di battaglia, celebrati per la loro affidabilità nel contesto «mobile», nonostante il calore da essi generato durante l'uso intensivo o i contest.

L'esperienza accumulata da Icom con la serie 706 si è rivelata estremamente utile per conoscere i bisogni del mercato: gli utenti volevano una radio «all-in-one» che non fosse solo multi-banda e multi-modo, ma che integrasse le funzionalità avanzate e il comfort di utilizzo tipici degli apparati da stazione base, il tutto con dimensioni ancora più compatte. La sfida era combinare la facile trasportabilità con l'avanguardia tecnologica, creando una specie di «stazione base di dimensioni contenute»...

ICOM, un produttore attento alle richieste del mercato

La risposta di Icom alle richieste del mercato è stata proprio la radio IC-7000, un apparato prodotto tra il 2005 e il 2014, un periodo davvero lungo. Il suo arrivo sul mercato è avvenuto in un momento di «transizione» in cui la concorrenza faticava a proporre soluzioni altrettanto versatili e trasportabili. Pensate: il 7000 è addirittura più piccolo di 2 cm del già minuscolo IC-706!

È necessario sottolineare che l'introduzione del 7000 non si è limitata ad un semplice aggiornamento del 706 ma ha creato, di fatto, una nuova categoria di «mini stazioni». L'abilità di questa radio nel riassumere il meglio degli apparati da stazione base in quelle dimensioni ideali per l'uso mobile, pensiamo ad un display a colori e ad un processore digitale del segnale audio (il «DSP»), ha davvero riempito un vuoto del mercato.

Questo posizionamento unico spiega perché l'apparato, sebbene non più in produzione, mantenga un valore elevato e un interessante mercato dell'usato. Secondo molti appassionati, Icom stessa e i suoi concorrenti, non hanno ancora pienamente replicato le sue caratteristiche e la vincente combinazione di funzionalità.

Due è sempre meglio di uno solo...

La piccola e versatile radio Icom IC-7000

Tuttavia, il vero e proprio salto di qualità della radio IC-7000 non è stato solo il design, ma anche la sua architettura interna. A differenza dei suoi predecessori, il 7000 era basato quasi interamente su un sistema con un doppio chip DSP (Digital Signal Processor), un vero «cuore digitale» in un corpo molto compatto. Questa scelta ha permesso di integrare funzionalità avanzate che, fino a quel momento, erano una esclusiva dei ricevitori di fascia alta.

L'uso del DSP a livello di Frequenza Intermedia (IF-DSP) è il segreto del suo successo ed il motivo per cui è stato definito un «quasi-SDR». Il ricevitore opera tramite una doppia conversione supereterodina per la FM e tre conversioni per gli altri modi di emissione; la prima media frequenza si piazza bene in alto, a oltre 124 Mhz. Tuttavia, nonostante l'elaborazione digitale avvenga a valle e non direttamente a radiofrequenza come in un vero SDR, l'effetto finale sull'audio e sulla selettività è altrettanto notevole.

Il DSP ha reso possibile un sistema di filtri digitali completamente regolabili, eliminando la necessità di acquistare filtri opzionali. Gli operatori potevano scegliere tra molte larghezze di banda e forme di filtro («sharp» o «soft») per i modi SSB e CW. Questa flessibilità era semplicemente senza precedenti per un apparato mobile del tempo. Inoltre, il DSP ha integrato funzionalità avanzate per combattere le interferenze, come una riduzione digitale del rumore (identificato con la sigla DNR) e un noise blanker digitale che, come testimoniato dagli utenti, era estremamente efficace nel «soffocare il rumore elettrostatico». A ciò si aggiungeva la comodità dei filtri notch che rendevano la ricerca di segnali deboli in mezzo al rumore un'operazione estremamente efficace.

L'approccio dell'IC-7000 verso il DSP ha rappresentato un punto di svolta che ha agito da ponte tra l'era analogica del 706 e la successiva era completamente digitale dell'IC-7300: per questo, il 7000 è un apparato che ha reso la tecnologia SDR a campionamento diretto accessibile al grande pubblico e può essere considerato un anello fondamentale di questa catena evolutiva.

Per la prima volta, un display a colori!

La piccola e versatile radio Icom IC-7000

Un'altra caratteristica distintiva e che catturava immediatamente l'attenzione era l'incredibile display a colori TFT da ben due pollici e mezzo! Era un'innovazione estetica e funzionale per l'epoca, piccolo ma ugualmente capace di visualizzare una quantità impressionante di informazioni , tra cui potenza di uscita, SWR, ALC e persino la temperatura del dissipatore.

Ancora più sorprendente per questa piccola radio è la presenza di un'uscita video composita per un monitor esterno. Questa funzionalità ha reso l'apparato perfetto sia per l'uso veicolare che per l'installazione in una stazione fissa, offrendo la possibilità di visualizzare i dati su uno schermo più grande e comodo con un semplice spinotto di collegamento!

Inoltre nonostante le sue dimensioni ridotte, il 7000 offriva una potenza di uscita considerevole: ben 100 Watts su HF e 50 MHz, 50 Watts su 144 MHz e 35 Watts su 430/440 MHz. Inoltre, il suo frontale staccabile si confermò essere un punto di forza, rendendolo un «oggetto di culto» per gli operatori che cercavano un setup compatto e versatile per la propria vettura.

Pareri contrastati per una radio incredibile

Come spesso accade, i pareri degli operatori con l'IC-7000 sono stati contrastanti ma in gran parte positivi. Alcuni lo hanno celebrato come uno dei migliori apparati all-band, all-mode per uso portatile mai prodotti. Il ricevitore è spesso descritto come un gigante in un pacchetto da sigarette e l'audio come «delizioso» e addirittura paragonabile a quello ricevuto da una stazione radio broadcast. Tuttavia, non mancano le critiche. Alcuni utenti hanno trovato il suono troppo «duro» ma anche troppo «affilato», un effetto che può essere attribuito alla risposta in frequenza del DSP, soprattutto in un ambiente rumoroso come l'interno di un veicolo.

Come per l'Icom IC-706, di cui ho parlato in un altro episodio, tra i problemi più ricorrenti e ampiamente documentati dell'IC-7000 devo citare il surriscaldamento. Inoltre, il display a colori e il DSP ad alte prestazioni, causano un assorbimento di corrente elevato anche in ricezione, stimato tra 1.3 A e 1.6 A. Questo lo rende una scelta non proprio ottimale per le operazioni all'aperto con alimentazione a batteria, specialmente se confrontato con apparati con un consumo energetico più contenuto.

Come anticipato, la generazione del calore è un altro aspetto critico di questa radio. Molti riferiscono che l'apparato «scalda come una stufa» e il calore è la causa principale dei suoi problemi. La ventola integrata si attiva solo al raggiungimento di determinate temperature e rappresenta una scelta progettuale molto criticata e che ha contribuito alla «facilità di rottura dello stadio finale e prefinale». Questo calore eccessivo, unito a possibili difetti di fabbrica come la mancanza di pasta termica nei transistor o saldature deboli, poteva portare a un calo di potenza e a guasti permanenti. Il fatto che Icom non fornisca più i ricambi originali per questo modello rende un semplice guasto una sfida insormontabile, trasformando anche un piccolo problema in un grosso guaio per l'operatore.

Difetti? Li risolvono i Radioamatori!

La piccola e versatile radio Icom IC-7000

Ma, di fronte a questi difetti, l'ingegnosità della nostra comunità di radioamatori ha messo in luce le proprie capacità di adattamento. Gli operatori hanno sviluppato una serie di modifiche per mitigare i problemi più noti. La più comune è la modifica che prevede di far funzionare la ventola in modo continuo e silenzioso, garantendo una migliore dissipazione del calore... e, per coloro che trovavano l'audio troppo «duro», esistevano altre modifiche per addolcire la risposta in frequenza.

Tuttavia, la rottura dello stadio finale rimane un problema ricorrente. La riparazione è una sfida significativa, poiché, come precedentemente accennato, Icom non ha più messo in commercio i ricambi originali. Sebbene si possano trovare schede di ricambio sul mercato dell'usato, la loro installazione richiede esperienza e attrezzatura specializzata, trasformando la riparazione da una procedura standard a un'operazione piuttosto complessa.

Anche l'interfaccia di questa radio è stata a volte percepita come «complessa e poco intuitiva». Sebbene l'apparato disponga di pulsanti dedicati per le funzioni più comuni, la navigazione nei «menu estesi» richiede una certa pratica che si acquisisce con il tempo. Alcuni hanno trovato utile la possibilità di interfacciare un PC con la radio, facendo da lì eventuali modifiche alle impostazioni.

Una radio così piccola, non ha un accordatore d'antenna integrato, rendendo l'uso di un accordatore esterno una necessità per molti. Posso sottolineare che va benissimo qualsiasi accordatore, anche di marca diversa, manuale o automatico, purché, in quest'ultimo caso, progettato per lavorare con le radio Icom.

Nonostante tutto, la reputazione che l'IC-7000 si è guadagnata negli anni, lo rende quasi un «oggetto di culto» ed il fatto che non abbia avuto un erede diretto contribuisce a tenere alto il suo valore sul mercato dell'usato.

In conclusione

In definitiva, l'Icom IC-7000 non è stata solo una radio, ma, come ho detto all'inizio, una «esperienza». È un apparato che ha osato spingere i confini della tecnologia, portando il DSP avanzato e un display a colori in un formato quasi «tascabile», anche se le sue ambizioni hanno generato sia un'incredibile versatilità che notevoli punti deboli.

Per molti, questa radio resta un capolavoro imperfetto, le cui carenze non ne hanno comunque diminuito la reputazione, ma l'hanno resa una radio leggendaria.

Ed ora, il nuovo episodio del Podcast!

Come sempre, ecco questa pagina che si trasforma in un racconto nel Podcast di XJA.

Sono giunto al 77.mo episodio che è possibile ascoltare sul mio canale Spreaker.com o su tutte le principali piattaforme podcast:

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