Radiostorie: Icom IC-746, IC-746pro e IC-7400

Una piccola serie di successo

Vista frontale della radio Icom IC-7400, disegnata a tratto di penna

Nel vasto universo della radio amatoriale, alcuni apparati non sono semplicemente strumenti per la nostra passione, ma veri e propri punti di svolta... Apparati che segnano il passaggio da un'epoca all'altra: e l'Icom IC-746 è proprio uno di questi... anzi, a voler essere precisi, questa radio è il capostipite di una piccola serie di successo da cui nasceranno IC-746pro e IC-7400, due nomi diversi che hanno individuato la stessa, identica, radio...

In questo nuovo episodio delle «Radio che hanno fatto la storia», racconterò di questa bellissima radio, le sue novità e le sue caratteristiche... Presumo che il viaggio sarà interessante, quindi, partiamo subito!

IC-746: capostipite du una piccola serie

Disegno della radio Icom IC-7400 completa del microfono da palmo

La radio Icom IC-746, capostipite di questa piccola famiglia, fu lanciata sul mercato tra il 1997 ed il 2002... L'apparato nasceva in un contesto tecnologico in piena trasformazione. Il periodo immediatamente precedente era dominato dai ricetrasmettitori analogici, oggetti solidi e affidabili, magari anche di generose dimensioni e provvisti, spesso, di un comando per ogni funzione... Erano le radio in cui la selettività del ricevitore dipendeva interamente dalle medie frequenze e dalla precisione dei filtri a cristallo, che, purtroppo molto spesso, erano dei costosi optional da installare.

Ma, proprio in quel periodo, la tecnologia DSP (Digital Signal Processing) stava iniziando a emergere come una forza dirompente. Inizialmente, era un lusso riservato alle ammiraglie dei produttori, come ad esempio l'Icom IC-756PRO: erano le radio che mostravano i primi «waterfall» e disponevano anche di filtri digitali programmabili. L'IC-746, tuttavia, non nacque per competere con questi giganti, bensì per rendere popolare l'accesso a un set di funzionalità avanzate.

La sua visione era quella di portare le capacità DSP su una fascia di prezzo accessibile, ponendosi come un livello intermedio tra l'IC-756PRO ed il piccolo IC-706MKIIG, di cui ho parlato in un altro episodio assolutamente da ascoltare... E questo posizionamento sul mercato è stato un passo strategico che ha costretto i concorrenti a seguirne l'esempio, accelerando l'adozione della tecnologia digitale e rendendola uno strumento standard per ogni radioamatore, anche per coloro che non potevano contare su grosse risorse economiche.

La storia della radio Icom IC-746 è avvolta in un paradosso che ha dell'incredibile. Leggendo le recensioni e i forum, si notano opinioni molto diverse. Da un lato, ci sono coloro lo descrivono come un vero «cavallo di battaglia», un «mulo» instancabile, che continua a funzionare egregiamente. Dall'altro, non mancano i racconti di chi lo etichetta come una «bomba a orologeria» a causa di improvvise e costose rotture.

Secondo il mio modesto parere, questa contraddizione non deriva da una debolezza intrinseca del suo progetto, ma, come spesso succede, si riduce ad una questione di fortuna della radio legata a quegli eventi che hanno, inevitabilmente, coinvolto anche il proprietario ed il suo modo di operare...

Un nuovo apparato per stazione base

Vista della stazione base completa della radio Icom IC-7400, con il microfono da tavolo MC-20 e altoparlante di linea SP-21

Il percorso di queste radio Icom inizia, dunque, con l'IC-746. Si trattava di un apparato da base accolto con entusiasmo per la sua capacità di operare in tutte le bande HF e di aggiungere i 50 MHz (la banda dei 6 metri) ed i 144 MHz (i 2 metri), il tutto con una potenza d'uscita di ben 100 watt su tutte le bande ed una ricezione continua su tutto lo spettro HF sino a 60 Mhz e da 108 a 174 Mhz.

Questa versatilità «in un'unica radio», unita alla presenza di un accordatore automatico interno e di un rudimentale ed economico DSP, gli fece rapidamente guadagnare un'ottima reputazione nel panorama dei ricetrasmettitori di fascia media.

Nonostante il successo ottenuto, Icom riconobbe le necessità di un aggiornamento radicale. Fu così che nel 2001 venne lanciato il suo successore, l'IC-746pro. Non si trattò di un semplice restyling, ma di una riprogettazione quasi completa, testimoniata proprio dall'aggiunta del suffisso «pro» e, in Europa, addirittura dall'attribuzione di un nome completamente nuovo: IC-7400.

Questa scelta di marketing segnò la volontà di Icom di riposizionare l'apparato come un serio contendente di radio più costose, un segnale che, ormai, il DSP era maturo e pronto a giocare un ruolo da protagonista... E, siccome ci troviamo nella «vecchia Europa», da questo momento in poi, chiamerò questa radio con il suo nome europeo: IC-7400!

Un nuovo DSP a virgola mobile

Una mano disegna il progetto del frontale della radio Icom IC-7400

Il cuore di questa evoluzione fu un upgrade tecnico fondamentale: il DSP a 32-bit a virgola mobile e il convertitore A/D e D/A a ben 24-bit! Il passaggio dal DSP «a punto fisso» del modello precedente a un'architettura in virgola mobile aumentò in modo esponenziale la gamma dinamica del segnale, con un miglioramento percepibile su tutte le bande, dalle HF ai 144 MHz. Questa sinergia tra hardware e software fu il frutto di una vera e propria integrazione: il DSP, inserito direttamente nello stadio a media frequenza, permise una gestione del segnale digitale fin dalle prime fasi del percorso di ricezione.

Il parere dell'esperto

Ho voluto chiedere il parere a Saverio IK7IWF, in qualità di tecnico riparatore, in merito al DSP della radio Icom IC-7400; riporto la sua risposta qui di seguito:

Ho dato un'occhiata allo schema del IC-7400 ed effettivamente per la rivelazione dei segnali usa un sistema digitale di cui non viene specificata la tipologia precisa, una cosa è certa, non è analogico.

A differenza di alcune radio ibride, dove gli stadi che seguono l'ultima IF vengono indicati come SDR, nel IC-7000 viene operata un campionamento digitale a banda stretta su una IF di 16KHz.

La differenza fra questa radio e una ibrida SDR (quelle col waterfall), con buona probabilità è che non avendo circuiti o processori dedicati al waterfall, l'AGC della radio lavora linearmente per tutta la dinamica del ricevitore, quindi se il front-end è costruito come si deve, non dovrebbe dare luogo a problemi di saturazione o di modulazione incrociata tipica di certe radio come l'IC-7300.

Ha la prima IF a 124MHz, quindi non soffre di "frequenza immagine" come l'FT-DX10 e altre radio con la down-conversion.

Insomma a dover dire la mia, il circuito mi sembra un precursore delle radio ibride SDR e se ho capito bene in ricezione dovrebbe lavorare meglio del IC-7300.

I risultati di questo salto ingegneristico furono impressionanti. L'Icom IC-7400 offrì un miglioramento del rapporto segnale/rumore (S/N) di oltre 10dB nella demodulazione SSB rispetto al suo predecessore e le funzionalità offerte dai filtri DSP divennero il suo punto di forza.

Il filtro CW stretto, ad esempio, era uno strumento magico per gli amanti del DX, in grado di far emergere un segnale sepolto da uno più forte, mentre un filtro piu «soft» offriva quella flessibilità necessaria per gestire un «pile-up». Il DSP, inoltre, controllava anche la funzione AGC (il controllo automatico del guadagno), proteggendo il ricevitore da segnali adiacenti estremamente forti e garantendo una ricezione stabile. Insomma, una radio assolutamente da provare!

Con queste premesse, la reputazione del ricevitore dell'IC-7400 non poteva che diventare leggendaria... Personalmente, lo posseggo ormai da anni e posso assolutamente dire che le sue prestazioni che non temono il confronto con radio ben più moderne.

Probabilmente, il più grande punto di forza della radio IC-7400 è stata la sua concezione «tutto in uno». Il fatto di coprire le bande HF, i 50 MHz e i 144 MHz in un'unica radio con ben 100 watt di potenza su tutte lo ha reso un apparato estremamente versatile. Per un radioamatore alle prime armi, questa caratteristica era impareggiabile: infatti, offre un'unica stazione base in grado di coprire un vasto spettro di frequenze a un costo decisamente conveniente sul mercato dell'usato. A ciò si aggiungono funzionalità di serie che su altre radio erano addirittura optional, come l'accordatore d'antenna automatico integrato (per le bande HF e 6 metri) e un keyer per il CW con messaggi prememorizzati veramente facile da usare e programmare e che io stesso ho usato a lungo prima di comprare un keyer dedicato. Il pannello posteriore, inoltre, offre ben tre ingressi d'antenna eppoi, anche cambiare banda con un tocco sul tastierino è una comodità irrinunciabile!

Alcune imperfezioni in una radio perfetta

Purtroppo, ogni grande progetto ha anche le sue imperfezioni, e l'IC-7400, purtroppo, non fa eccezione. Le sue due vulnerabilità più note e discusse dalla comunità dei radioamatori sono senza dubbio la «morte» del suo ampio display ed un guasto nella sezione trasmittente. Questi difetti, sebbene non si verifichino sempre con certezza, hanno alimentato la narrazione che questa radio fosse una «bomba a orologeria», una narrazione che, personalmente, ritengo piuttosto esagerata...

Il problema più lamentato, dunque, resta è l'intermittenza o la totale perdita della retroilluminazione del display LCD. I sintomi iniziali sono subdoli: accensione ritardata, luminosità che cambia casualmente, e un generale affievolimento, fino alla completa oscurità che rende lo schermo praticamente illeggibile. La causa tecnica è stata identificata come un grave difetto di progettazione: il transistor che pilota la lampada tende a riscaldarsi troppo, soprattutto quando la luminosità è impostata al di sotto del 100%. L'eccesso di calore rovina il circuito stampato e le piste di saldatura, rendendo la riparazione un compito delicato, soprattutto per la presenza di componenti a montaggio superficiale.

L'altra problematica ricorrente è la «morte improvvisa» del trasmettitore. Sebbene la causa esatta rimanga oggetto di dibattito, parrebbe in larga parte derivare da picchi di tensione sulla linea di alimentazione che possono danneggiare il transistor pilota.

Icom IC-7400 ed i suoi concorrenti

Ma per comprendere appieno la portata dell'Icom IC-7400, è essenziale valutarlo nel panorama competitivo della sua epoca. In quel periodo, la battaglia per la supremazia nel settore delle radio amatoriali era dominata dai soliti tre giganti: Icom, Yaesu e Kenwood.

Il principale rivale diretto dell'IC-7400 fu indubbiamente il Kenwood TS-2000. Entrambi gli apparati erano concepiti come stazioni base «all-in-one», in grado di coprire tutte le bande HF, i 6 metri e i 2 metri con 100 watt di potenza, aggiungendo in alcuni modelli del TS-2000 anche le bande UHF. Le recensioni dell'epoca mostravano un testa a testa serrato ma molti utenti vantavano il 7400 per la sua ricezione silenziosa.

Il confronto con Yaesu è altrettanto rivelatore. L'FT-847, un concorrente coevo, era un altro apparato «all-mode» che offriva anche le bande UHF: pare che avesse una leggera superiorità nella ricezione dei segnali deboli in VHF/UHF. Tuttavia, il confronto più eloquente arriva dalle recensioni attuali, in cui l'IC-7400 viene messo a confronto con apparati moderni come l'FTDX-1200 di Yaesu (radio molto più recente rispetto al 7400) e anche qui parrebbe non temere il confronto... anche se, quest'ultima, manca della banda dei 2 metri...

Infine, il confronto con gli apparati dello stesso produttore è particolarmente interessante. Come anticipato, in casa Icom, l'IC-7400 si posiziona come un'alternativa più completa rispetto al più compatto IC-706MKIIG ma un po` al di sotto della costosa ammiraglia IC-756pro.

In conclusione

E siamo giunti alla conclusione di questa narrazione e mi preme sottolineare che l'Icom IC-7400 ha lasciato un segno indelebile nella storia della radio amatoriale, rendendo la tecnologia digitale alla portata di tutti.

Nonostante i suoi difetti, oggi, resta ancora una radio molto ricercata sul mercato dell'usato, anche perché è una radio davvero completa e dove gli optional da installare restano davvero pochi... Tra essi, certamente, vale la pena citare il modulo ad altra stabilità (il famoso CR-338), lo speaker esterno di linea SP-21 ed il bel microfono da base SM-20...

Ed ora, il nuovo episodio del Podcast

Ed ecco il nuovo racconto delle «Radio che hanno fatto la storia», pubblicato sul mio canale podcast e diffuso sulle principali piattaforme:

Ascolta "Episodio 79, le radio che hanno fatto la storia: Icom IC-746, IC-746pro e IC 7400" su Spreaker.

E ripubblicato sul mio canale video di Youtube, nelle apposite Playlist:

IC-706, un cucciolo di radio