La ruggine, gli attrezzi e la brunitura

Quando il tempo trascorre inesorabile...

La brunitura contro la ruggine: Leonardo da Vinci la usava!

Eh, sì: dobbiamo ammetterlo: il tempo passa e non saluta mai, come dice un gruppo musicale salentino in una bella canzone e, vi assicuro, non invecchiano solo le fotografie ma, anche, i nostri attrezzi.

In questa pagina voglio condividere la mia esperienza in merito a queste problematiche: qualche giorno fa, infatti, ho ritrovato alcuni inserti per cacciavite completamente arrugginiti, anche se nuovi e usati praticamente mai...

L'innesto Pozidriv trovato arrugginito, con la sua evidente patina di ossido

Questo mi ha portato alla triste realtà: per quanto di duro acciaio, quegli inserti non sono assolutamente inossidabili... pertanto, con sommo dispiacere, si coprono di una patina di ruggine se non usati e riposti in un ambiente con una lieve umidità in più.

Come rimuovere la patina di ruggine

Prima di passare a trattare l'oggetto arruginito, è necessario rimuovere la patina di ossido di ferro che si è venuta a creare sull'oggetto.

Il sistema più economico e efficace è quello chimico: immergere l'oggetto in aceto, il normale aceto che si usa per condire l'insalata.

L'innesto Pozidriv immerso nell'aceto dopo 24 ore: si vede la ruggine staccata dal metallo

L'acido acetico stacca la patina di ruggine: ci vuole solo tempo. Pertanto, con pazienza, dopo aver immerso completamente l'oggetto arrugginito in un piccolo recipiente con aceto, attendere 24/48 ore.

L'aceto stacca la ruggine lasciando l'oggetto pulito, come si vede in questa foto:

L'innesto Pozidriv pulito ed asciugato dopo l'immersione in aceto

A questo punto, lavarlo con acqua pulita ed asciugarlo per bene; l'oggetto appare quasi nuovo, primo dello strato di ruggine:

Trattamento meccanico

A questo punto, non resta che rimuovere ciò che resta dell'ossido, quello che l'aceto non ha staccato.

Ho usato della paglietta di ferro, quella usata normalmente per lavare i piatti, pulendo perfettamente la superficie:

L'innesto Pozidriv perfettamente pulito con paglia di ferro, prima della brunitura

Ma questo non garantisce che il pezzo resti così, perché se non ulteriormente trattato, nel giro di qualche tempo, tenderà di nuovo a ricoprirsi di ruggine.

Infine, la brunitura!

Esiste un sistema antico ed efficiente per trattare il ferro ed impedire il formarsi della patina di ossido: è un trattamento da fare a caldo che dona al pezzo una bella colorazione scura. Questo trattamento si chiama «brunitura» ed è davvero efficace.

Dopo aver pulito per bene l'oggetto da brunire, è necessario scaldarlo sino a farlo diventare bluastro; ho sistemato il pezzo sul fornello della cucina, acceso il gas e lasciato riscaldare per qualche minuto. Il tempo dipende dalle dimensioni dell'oggetto: trattandosi di un innesto di pochi centimetri, per me sono stati sufficienti pochi minuti.

Nel frattempo, in un recipiente resistente al calore (una tazza, un mug ma che siano vecchi...) porre la quantità necessaria per immergere il pezzo di olio minerale o olio esausto. Io uso dell'olio minerale facendo attenzione a compiere l'operazione di immersione all'aperto e lontana dal mio naso (i vapori sono nocivi).

Pertanto, prendere l'oggetto divenuto bluastro sul fornello, uscire all'aperto con la tazza di olio minerale, ed immergere completamente l'oggetto, lasciandolo raffreddare nell'olio, lontano dalle proprie narici.

Dopo averlo estratto, pulirlo per bene: adesso quel «pezzo di ferro» resisterà alla tentazione della ruggine, conservando un bellissimo colore scuro:

L'innesto Pozidriv brunito, dopo averlo scaldato ed immerso in olio

Si dice che anche Leonardo da Vinci, nel Rinascimento, usasse questo sistema per le parti metalliche delle sue famose macchine: se lo faceva lui, allora, è garantito al limone Fico

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